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«Debacle per la sanità apuana tra liste d’attesa chirurgiche e medici di famiglia che mancano» foto

La Cisl commenta i dati dell'Asl: «Sembra quasi un abbandono del territorio»

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MASSA-CARRARA – «Siamo rimasti sorpresi alla presentazione dei dati relativi all’andamento delle liste di attesa chirurgiche generali da parte della direzione della Asl Toscana Nord Ovest. Una vera debacle per la sanità di Massa-Carrara e della Versilia». L’allarme arriva dalla Cisl di Massa-Carrara. «A fronte di un aumento numerico degli interventi operatori, relativamente alle “liste di attesa chirurgiche andamento complessivo” nel 2021 (dati al 21 ottobre) rispetto al 2020 (marzo 2020) cioè dalla partenza della pandemia, con crollo e blocco degli interventi a causa della prima fase Covid fino a oggi, la percentuale, in area vasta nord ovest, è purtroppo salita del 14%, con importanti miglioramenti al San Luca di Lucca (riduzione del 41%) e negli ospedali della Garfagnana (riduzione del 33%) ma anche purtroppo con un deciso ‘violento’ peggioramento in Versilia (aumento del 22%) e all’ospedale delle Apuane (+39%). Ancorché in presenza di un certo incremento relativamente agli interventi in emergenza.  Non è che la Lunigiana se la passi poi cosi bene perché all’ospedale di Fivizzano le liste di attesa chirugiche sono aumentate del 37% mentre a quello di Pontremoli ‘solo’ del 5%».

«Insomma – prosegue il sindacato – Cristo si è fermato a Eboli, ma la Asl dove si è fermata? Sembra quasi un abbandono del territorio. Ora la Asl risponderà che si tratta di una ‘mancata ripultura dei dati statistici’ ma, certo, se anche parzialmente fosse, il dato appare inquietante. Come dire: a Massa-Carrara una risposta in area vasta (anche se in queste tabelle presentateci mancano quelle dell’Azienda ospedaliera pisana che ha una sua struttura autonoma dalla Asl) si può avere, ma la risposta ospedaliera la trovate sempre più lontana da casa. È questa la nostra eredità lasciata dal covid? E poi: la Casa della Comunità di Massa dove verrà costruita? I tempi sono maturi per sapere: parte l’investimento del Pnrr e ancora non sappiamo se e cosa accadrà. I cittadini sappiano che se Comune e Asl non riescono a mettersi d’accordo, a Massa-Carrara saremo gravati, come tutti gli altri dai debiti complessivi di sistema per la costruzione/ristrutturazione delle 52/55 Case della Comunità previste entro il 2026, ma rimarremo ahimé solo con la struttura di via Bassa Tambura, da tutti riconosciuta come assolutamente inadatta a offrire servizi ai cittadini come la nuova normativa da post acuti permetterà invece agli altri territori. Nel frattempo, oltretutto, a Bassa Tambura ci sono i macchinari di radiologia abbandonati perché non viene inviato il personale necessario a farle funzionare. Circa 120 radiografie a settimana in meno, da circa un anno, che mancano».

«Ma ancora – proseguono dalla Cisl – vogliamo parlare della Don Gnocchi di Fivizzano? Ferma da mesi, registriamo che i 10 posti di Bic (bassa intensità di cure) già sottratti all’ospedale di Fivizzano dall’agosto 2020 non sono al momento fruibili fino alla riapertura come i 6 posti di cure intermedie convenzionati già presenti nel territorio nelle Rsa e a queste sottratti. Anche qui come dire? Al momento meno 16 posti».

«Vogliamo vedere come se la passa il territorio con i medici di familgia? Ecco come se la passa: Massa e Montignoso mancano e sono stati richiesti 11 posti (i precedenti occupanti il posto sono andati in pensione) assegnati 0; Carrara mancano e sono stati chiesti 13 posti ne è stato assegnato 1 e ne mancano ancora 12. Della Lunigiana nessuna notizia nelle tabelle inviateci. Delle guardie mediche meglio non parlarne. Mancano».

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