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L’allarme dei Cappuccini di Massa: «Chiesa in grave carenza di personale e manutenzione» foto

«Non può più essere curata solamente dai pochi frati (anche di veneranda età) e dai volontari rimasti. Orto, vigna e bosco presentano gravi problemi»

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MASSA – È un vero e proprio appello al sociale quello che l’associazione dei volontari in seno al Convento dei Cappuccini di Massa vuole rivolgere. La chiesa, infatti, in grave carenza di personale e di manutenzione, non può più essere curata solamente dai pochi frati (anche di veneranda età) e dai volontari rimasti, da sempre chiamati a svolgere il servizio religioso e ad aiutare la comunità. L’orto, la vigna e il bosco – risorse importanti della sede massese, la cui prima pietra fu posta nel 1604 – presentano gravi problemi. “Prima di tutto – afferma Padre Gianfranco – il muro di cinta è parzialmente crollato negli ultimi dieci anni e continuerà a crollare. Il bosco è una minaccia: gli alberi secolari presenti, infatti, non hanno radici profonde e rischiano di cadere e ostruire il sentiero, come è già successo in occasione dell’ultimo forte fenomeno atmosferico che ha colpito la città. L’orto, assieme al vigneto e all’uliveto, è semi-abbandonato così come centinaia di piante di limoni, che l’anno scorso hanno prodotto circa cinque quintali di limoni”.

Da ultimo, ma non per importanza, si pone da tempo la questione relativa a Padre Damiano Giannotti da Bozzano, “il missionario” che fino al 99esimo anno di vita evangelizzò più di cinque stati nel nordest brasiliano. L’associazione in nome di Padre Damiano che si è costituita all’interno del Convento cerca di portare avanti i princìpi di solidarietà nei confronti dei più bisognosi. “Ma l’idea principale – dice Padre Gianfranco – è innanzitutto quella di fare della chiesa un santuario di Padre Giannotti, raccogliendo le varie reliquie sparse per Lucca e Bozzano. Per fare tutto ciò servono fondi, personale, energie e tanta voglia di collaborare. La chiesa, la sua piccola comunità e l’associazione di volontari possono e vogliono riallacciare un contatto con la cittadinanza per creare occasioni di socialità e solidarietà anche e soprattutto con il pubblico più giovane. Quest’ultimo, infatti, anche tramite le scuole, potrebbe avere interesse e piacere nello stare a contatto con l’ambiente naturale dei Cappuccini e conoscere, per esempio, le tecniche di lavorazione e produzione di olio, vino, limoncino e tutti gli altri prodotti del ricco orto della chiesa”.

“I motivi per conferire nuova vitalità al concerto ci sono e sono evidenti – conclude Padre Gianfranco – ed ecco perché l’appello è calorosamente rivolto a tutti, dagli esponenti pubblici ai cittadini privati, fino alle associazioni locali”.

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