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Sparite le castagne dai monti apuani, Mencarelli (M5s): «Il Comune disse “no” alla lotta al parassita»

La consigliera pentastellata: «Tre anni fa presentammo un atto per la richiesta di intervento da parte del Comune, il sindaco lo bocciò»

MASSA – “Sui giornali si legge la notizia che dai nostri monti sono sparite le castagne e che per fare la sagra sono state acquistate altrove. A qualcuno potrebbe sembrare una notizia di seconda categoria rispetto agli altri problemi che affliggono il nostro territorio, invece è l’afflizione madre: la mancanza di visione di questa amministrazione che segna il destino della nostra città, come da sempre”. Interviene così la consigliera del Movimento 5 Stelle di Massa Luana Mencarelli su un problema che danni ormai sta affliggendo il territorio apuano. “In uno dei primi Consigli comunali di questo mandato, fu presentato un atto per la richiesta di intervento da parte del Comune per la lotta al Cinipide, parassita non autoctono responsabile del rapido deperimento dei nostri castagneti e quindi della loro distruzione – spiega Mencarelli -. Ebbene, il Sindaco pur dichiarando di essere “contrario al Cinipide”, affermazione priva di senso, bocciò, insieme alla sua maggioranza, quella richiesta, pur trattandosi di un impegno economico minimo, ma con ricadute sull’economia territoriale. Sono passati tre anni dall’insediamento di Persiani, e mentre in altri territori della nostra provincia si sta lottando per salvaguardare i castagneti, grazie all’impiego dell’antagonista naturale di questo parassita, l’amministrazione Persiani cosa ha fatto per salvaguardare parte dell’economia, di indotto e di tradizione della nostra città? La risposta è, purtroppo, niente”.

“L’impostazione di questa amministrazione – prosegue Mencarelli – sembra più mirata alla propaganda che ai fatti concreti susseguenti: lo dimostra il fatto che hanno approvato il Regolamento Istituzione De.Co, ma poi nella realtà dei fatti non si premurano di metterlo in atto; infatti, se ne avessero applicato l’art. 16 il Comune sarebbe stato tenuto a valorizzare e proteggere i castagneti “in quanto rappresentanti di un rilevante patrimonio culturale pubblico, strettamente connesso agli interessi che il Comune è tenuto a tutelare e a garantire”, ma nulla è stato fatto”.

“Accogliamo con amarezza quindi la denuncia della mancanza di castagne – chiude la consigliera pentastellata – ma ovviamente senza stupore e invitiamo il Sindaco e la sua maggioranza a fare un giro per le nostre montagne per capire che essere ostili verso i contributi della minoranza può avere conseguenze negative per la città e i suoi cittadini”.