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Articolo 21, Martinelli: «Affermare che il regolamento è totalmente sbagliato significa prendersi gioco di tutta Carrara»

Il vicesindaco: «Quello che innescano i ricorsi non è un “semplice” problema politico. Distanza sempre più marcata tra imprese e cittadini»

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CARRARA – «Quello che innescano i ricorsi contro l’articolo 21 non è un “semplice” problema politico con questa amministrazione comunale. No, purtroppo questi atti vanno a scavare una distanza sempre più marcata non tra imprese e istituzioni, ma anche e soprattutto tra  imprese e cittadini». Si apre così il commento del vicesindaco Matteo Martinelli, titolare della delega al Marmo, ai ricorsi presentati da alcune imprese del lapideo, incluse quelle che fanno capo a Confindustria. contro l’articolo 21 del Regolamento del Marmo. Si tratta della norma che consente ai concessionari di raggiungere la soglia massima dei 25 anni di periodo transitorio, anche attraverso la realizzazione di progetti di interesse generale con impatto positivo su occupazione, ambiente e infrastrutture pubbliche e non solo attraverso il potenziamento della filiera, fermo restando l’obbligo di lavorare in loco almeno il 50% del materiale da taglio estratto.

«I ricorsi non chiedono ai giudici di rivedere il regolamento per la realizzazione dei progetti a favore della città, ma di annullarlo. Queste azioni legali non sono affatto uno strumento di confronto su alcuni aspetti della norma ma fanno trapelare una volontà chiara di alcuni di imprenditori di avanzare una nuova contrapposizione, che non è certo quello che Carrara si aspetta. Affermare pubblicamente oggi che il regolamento approvato lo scorso giugno in consiglio comunale per stimolare imprenditori ed eseguire opere pubbliche per la città, è totalmente sbagliato, significa volersi prendere gioco di tutta Carrara» afferma il vicesindaco tornando sul delicatissimo tema della spaccatura tra città e mondo del lapideo.

«Mi chiedo se quella che ha presentato l’ennesima pioggia di ricorsi sia la stessa Confindustria che abbiamo incontrato poche settimane fa e che è poi uscita pubblicamente con soddisfazione dall’incontro sostenendo di essere pronta a fare la propria parte» prosegue Martinelli parlando di un «cambio di rotta a 360 gradi con cui Confindustria censura un testo che l’amministrazione aveva preventivamente condiviso con gli stessi industriali, con i sindacati e con le associazioni ambientaliste già prima della sua definitiva approvazione in consiglio comunale mesi fa!»

Secondo il vicesindaco, i ricorrenti non «si sono ancora ben resi conto che portando l’articolo 21 in tribunale stanno dicendo alla città che non vogliono realizzare progetti di interesse pubblico. Mi chiedo se comprendano fino in fondo le conseguenze di questo messaggio».

Martinelli ricorda che «il settore lapideo sta attraversando da qualche anno una fase molto delicata, dovuta ad una serie di comportamenti non certo edificanti di una parte di imprenditori e ad un conseguente quadro normativo in fermento visto il gran numero di leggi regionali degli anni scorsi e gli interventi innovativi introdotti da questa amministrazione comunale. In questi anni – sottolinea il vicesindaco – abbiamo costruito e approvato norme a tutela dell’ambiente e di carattere amministrativo in linea con il diritto moderno, in grado di accompagnare le imprese verso un futuro in cui si devono necessariamente coniugare gli interessi privati con gli interessi pubblici e riequilibrare il rapporto con la città».

Un equilibrio, ribadisce Martinelli, «ancora tutto da ricostruire. Non è certo limitandosi a pagare quanto dovuto alle istituzioni pubbliche per lo sfruttamento di un bene comune e non riproducibile, come le montagne che si recupera un rapporto con i cittadini logorato da anni di conflitti, incidenti sul lavoro, perdita di occupazione, violazioni di norme ambientali e fiscali. Questo mentre i fatturati lievitano a vista d’occhio.  Se invece Confindustria ritiene che il rapporto tra imprese e cittadini sia stato già rinsaldato – conclude il vicesindaco – allora direi è decisamente lontana dalla realtà».

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