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Piano integrato del Parco, il Cai: «Estromessi da ogni discussione, confronto a senso unico» foto

Il Club Alpino di Massa: «La procedura, senza un serio e costruttivo confronto con tutti i portatori di interesse, risulta essere deficitaria»

MASSA-CARRARA – «Come Club Alpino Italiano di Massa vorremmo mettere in evidenza come tutta la discussione e il confronto sul Piano Integrato del Parco delle Alpi Apuane stia avvenendo all’oscuro delle comunità e delle rappresentanze ambientaliste sul territorio». Il Cai interviene nuovamente nel dibattito sul Piano integrato del Parco delle Apuane, che ha tenuto banco nelle ultime settimane. «Dieci giorni fa – abbiamo chiesto ufficialmente al Parco la possibilità di leggere gli atti del Piano Integrato, ma ad oggi registriamo solo un chiassoso silenzio. Nemmeno una risposta di diniego».

«Eppure dalle dichiarazioni sui giornali sembra che il progetto sia stato messo a disposizione di alcune soggettività e soprattutto rimarchiamo come i sindaci della comunità ne siano da tempo in possesso, anche delle bozze preliminari. Da loro, a quanto ci risulta, non c’è stato nessun confronto pubblico, nessun appello ai contributi che potevano arrivare da chi da anni agisce sulle Alpi Apuane per la loro difesa, ma solo trattative di tipo privatistico con il Parco, sulle quali abbiamo dubbi rispondano a esigenze e bisogni collettivi. Non accettiamo neppure – sottolinea il Cai ,– lo diciamo in via preventiva, la giustificazione della procedura amministrativa: i percorsi “di partecipazione” che si sono svolti con difficoltà a causa della pandemia, non hanno permesso alcun tipo di confronto costruttivo mancando, a quei tavoli, un ritorno concreto delle osservazioni sollevate, assenza totale di una piattaforma anche tecnica di discussione. Quindi la procedura stessa, senza un serio e costruttivo confronto con tutti i portatori di interesse, risulta essere deficitaria nel suo nascere e non assolve assolutamente ai principi e basi della partecipazione».

«Ancora una volta quindi – conclude l’associazione – siamo obbligati a rimarcare come si estromettono legittimi portatori di interesse ai quali verrà esclusivamente data la possibilità di fare osservazioni ufficiali, quelle dettate dalla legge. Ne uscirà un piano “contrattato” nelle stanze dei sindaci che la storia ci dice essere più spesso attenti al consenso elettorale che alla salvaguardia ambientale, ne uscirà un piano in cui le comunità politiche, così come le appellano gli assessori della Regione Toscana, sono in realtà comunità lobbistiche dedite alla garanzia del consenso politico. Chi invece da decenni si occupa della salvaguardia dell’ambiente, dello sviluppo sostenibile effettivo portando sempre contributi costruttivi, chi ha conoscenze concrete dei territori, viene estromesso da ogni discussione, generando una discussione a senso unico. Dopo tutto le voci scomode del territorio devono essere adeguatamente silenziate».