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«Regina Elena, il Cda perde pezzi: è la fotografia del fallimento»

Il delegato Cisl Fp Giovanni Marchi: «Una casa di riposo senza pace, dove la politica - tutta - colpisce senza pietà»

CARRARA – “Evidentemente non bastavano quattro direttori/direttrici cambiati/e in quattro anni. Nel momento più caldo e delicato, a pochi mesi dalla scadenza naturale del mandato, due membri su tre del Cda si dimettono. Questa è, senza dubbio, la nitida fotografia del fallimento”. A parlare è il delegato Cisl Fp Giovanni Marchi riguardo alla situazione della Rsa “Regina Elena” di Carrara.

“Alle porte c’è la clamorosa, sciagurata e ostinata ingiustizia del concorso UNEBA per OSS che la CISL FP porterà in tribunale – ripercorre Marchi -. Ormai è caduta la maschera, cari amministratori, il vostro non è un obbligo ma una scelta. Voi volete – non dovete – penalizzare pesantemente lavoratrici e lavoratori al regina Elena attraverso l’applicazione di contratti privati. Molte amministrazioni di aziende speciali, giuridicamente identiche al regina Elena, hanno scelto altro, ossia applicare il contratto pubblico ai propri dipendenti. Lo fanno perché è possibile giuridicamente, d’altronde anche voi l’avete fatto fino ad oggi. Il paventato cambiamento in meglio, si sta rivelando – nei fatti – un clamoroso cambiamento peggiirativo”.

“Un operazione squallida – insiste il delegato Cisl Fp – compiuta proprio da chi voleva – dall’opposizione – un regina Elena tutto pubblico e vicino al Comune. È veramente triste osservare questa strumentalità politica da parte di coloro che si presentavano come la buona politica. Accanirsi così biecamente contro coloro che accudiscono anziane e anziani, dell’unica casa di riposo del comune di Carrara, non trova riscontro nelle parole. Una casa di riposo senza pace, dove la politica – tutta – colpisce senza pietà, dove il bene per chi vive e lavora in questa casa di riposo…non esiste”.

“La CISL FP, in solitaria, – chiude Marchi – non ci sta, continuerà a difendere lavoratrici, lavoratori e anziane e anziani da questa becera e intollerabile ingiustizia”.