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Green pass sul posto di lavoro, centralini Cna intasati: «Ecco le domande più frequenti»

La novità dell'obbligatorietà del certificato verde per complessivamente 23 milioni di soggetti sta scatenando in queste ore una vera e propria corsa alla soluzione del dubbio e all'adeguamento delle normative

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MASSA-CARRARA – Ancora tanta confusione e moltissimi dubbi sulle normative da rispettare dal 15 ottobre, giorno in cui intererà in vigore l’obbligo di green pass sul posto di lavoro. La novità dell’obbligatorietà del certificato verde anche per imprese ed artigiane, e così per complessivamente 23 milioni di soggetti, sta scatenando in queste ore una vera e propria corsa alla soluzione del dubbio e all’adeguamento delle normative. Il termometro è rappresentato dal centralino intasato e dalle conferenze in streaming sold-out che Cna sta organizzando in questi giorni per cercare di rispondere alle tante domande degli imprenditori.

Per accompagnare le imprese in questo passaggio epocale, nella gestione dell’emergenza sanitaria, la principale associazione degli artigiani ha elaborato anche un semplice vademecum per una immediata comprensione. “Il bombardamento di informazioni che gli imprenditori e gli artigiani hanno ricevuto in queste settimane, spesso in maniera sommaria e poco lucida, hanno contribuito a creare un clima di confusione a cui stiamo cercando di porre rimedio. – spiega Paolo Bedini, presidente Cna Massa-Carrara – Ci sono domande ed aspetti molto chiari mentre alcuni lo sono meno perché legati a particolari casistiche. L’estrema ratio però è la medesima per tutti: l’obbligo del green pass riguarda tutti i lavoratori, quindi titolari e dipendenti, delle imprese di ogni tipo, quindi aziende manifatturiere come imprese dei servizi, ristorazione, servizi alla persona. Non riguarda, invece, i clienti, mentre coinvolge tutti coloro che entrano in azienda per motivi di lavoro  come fornitori di merci e servizi, rappresentanti, eccetera”.

All’ultimo incontro informativo su Zoom c’erano circa un centinaio di imprese: “Le domande più frequenti sono legate ai clienti: se devono avere o meno il green pass. La risposta è che per loro non è obbligatoria. E’ invece obbligatorio anche per i liberi professionisti e partite Iva privi di dipendenti e collaboratori anche esterni, per accedere ai luoghi lavorativi, pubblici o privati, di terzi. Un altro tema dibattuto è quello connesso ai lavoratori che non sono in possesso della certificazione o che non vogliono esibirla: in questo caso sono considerati assenti ingiustificati sino alla presentazione della certificazione, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del posto di lavoro. Per i giorni di assenza ingiustificata, il lavoratore non ha diritto alla retribuzione e ai connessi oneri contributivi, assicurativi, maturazione ratei di retribuzioni differite nonché a qualsiasi compenso o emolumento comunque denominato, fino alla presentazione della certificazione e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2021”. Un tema sottovalutato è quello legato alla privacy e alla gestione dei dati. “Il rischio, per venire meno alla normativa, è una sanzione che può andare dai 600 ai 1,500 euro. Il nostro obiettivo è evitare che le imprese incorrano nelle sanzioni con una informazione anche personalizzata se necessario. Chiunque abbia dei dubbi può contattare i nostri uffici ed i nostri delegati sindacali che provvederanno anche all’invio del vademecum con tutti i chiarimenti del caso”.

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