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Sanac, si allontana l’acquisizione da parte di Arcelor Mittal. Sindacati furiosi: «Abbandonati dalle istituzioni»

Acciaierie D'Italia non ordinerà più a Sanac materiale refrattario necessario per la prosecuzione della produzione di acciaio. "Ci troviamo a raccogliere i cocci di una vertenza simbolo per il nostro territorio, per il Paese e per il buon senso"

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MASSA – Dopo l’incontro di ieri mattina, 1° ottobre, tra i sindacati e l’amministrazione straordinaria nella figura del dott. Fazio, Picucci e Sforza, sono emersi contesti futuri preoccupanti sul futuro di Sanac. Alla mancata acquisizione da parte di Arcelor Mittal si aggiunge il fatto che da oggi (ieri, ndr.) ADI (Acciaierie D’Italia), facente parte anch’essa della stessa holding, non ordinerà più a Sanac materiale refrattario necessario per la prosecuzione della produzione di acciaio. La Cassa Integrazione nel corso della riunione è stata prospettata oltre il 50% della forza lavoro dei 4 stabilimenti. E a questo punto è a rischio anche la produzione di qualche stabilimento.

Dalla Rsu di Sanac Massa si dichiarano “sconcertati dall’andamento delle cose”. “In piena pandemia, fino all’ultimo, si è prodotto materiale sottolineando il fatto di essere essenziali per la produzione di Taranto. È incomprensibile come Accierie D’Italia, a partecipazione statale, possa permettere di essere arrivati a questi punti, nei confronti di una società in Amministrazione Controllata dove i tre commissari sono stati nominati dallo Stato stesso”. La Rsu annuncia quindi nuove iniziative “a difesa dei posti di lavoro, in un territorio già martoriato, al primo posto della toscana per assenza di occupazione”.

Un appello arriva anche dalle segreterie territoriali di Cgil, Cisl e Uil, furiose nei confronti delle amministrazioni e della politica locale per quanto riguarda la ‘vertenza Massa-Carrara 2021′. “Abbiamo aspettato un tempo giusto e congruo di circa 6 mesi – spiegano – dalla proclamazione dello stato di agitazione territoriale proclamata alla assemblea dei quadri e delegati Cgil Cisl Uil Massa-Carrara nello scorso mese di Marzo; sia le istituzioni locali, ma anche i singolo partiti, e soprattutto la Regione Toscana, sono letteralmente spariti, assenti, nonostante le nostre ripetute sollecitazioni. Siamo riusciti ad ottenere un paio di incontri in video conferenza ed uno interlocutorio con l’assessore Marras e con il Presidente della Unità di Crisi, assolutamente inutili e superficiali al punto che il Presidente Giani non ci ha mai incontrato sin dal suo insediamento. Forse se avessimo organizzato una inaugurazione in pompa magna sarebbe certamente venuto, anzichè il non andare al MISE ed alzare la voce a favore di una azienda toscana. Intendevamo comunque, ed era nostra volontà,  riprendere il filo della matassa, ad  oggi, con l’aggravarsi della situazione e l’ultimo aggiornamento della vertenza Sanac – che di fatto prevede la rinuncia all’ acquisto di Sanac da parte di Ancelor Mittal –  ci troviamo a raccogliere i cocci di una vertenza simbolo per il nostro Territorio, per il Paese e per il buon senso. In questo caso non si tratta di competere e soccombere con fondi di investimento off shore ma piuttosto ‘solo’ di pasticci all’italiana. Risulta che a Taranto non sia arrivato alcun segnale di vita da parte dei nostri rappresentanti locali o da parte del Governo da essi eventualmente sollecitato.

“Il nostro territorio – proseguono – è rimasto fermo ed abbandonato da trent’anni, fin ai tempi della chiusura delle fabbriche chimiche che hanno ci lasciato una eredità pesante sul paino ambientale sociale ed economico. Per non parlare della vertenza Carrarafiere”.

L’appello di Cgil, Cisl e Uil è “a tutti i lavoratori pubblici privati cittadini, ai precari, ai senza lavoro, ai cassaintegrati, ai pensionati, ai malati che non hanno risposte sanitarie utili, adeguate soddisfacenti, agli studenti delle scuole secondarie ai cui viene precluso un futuro dignitoso, ai laureati costretti ad espatriare”, affinché si uniscano alle iniziative di mobilitazione che verranno programmate il 18 ottobre 2021 presso Imm.

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