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La Trentuno Settembre contro il Comune di Massa: «Chi difende il marmo non difende le Apuane e l’acqua»

Il circolo ha presentato formalmente ricorso al difensore civico regionale contro il Comune per ottenere risposte

MASSA – «Chi difende il marmo non difende le Alpi Apuane e l’acqua, per questo abbiamo presentato un ricorso formale contro il Comune di Massa». Attacca duro il Circolo Arci Trentuno Settembre, che si pone contro l’amministrazione comunale massese, in difesa delle Alpi Apuane.

«Lo abbiamo detto più volte e torniamo a ribadire questo concetto perché è evidente che non è possibile difendere l’acqua e allo stesso tempo difendere l’attività estrattiva. La torbidità dei nostri fiumi ne è la prova più lampante e l’ingiustizia che sta alla base di questo sistema mostra che ogni anno paghiamo fior fiori di quattrini per depurare le nostre sorgenti. È il momento di dire basta a questo sistema e i cambiamenti climatici ci mettono in guardia di fronte alle fragilità del nostro territorio. – continua Trentuno Settembre – Un territorio che non possiamo più permetterci di fare a pezzi ma di cui dobbiamo prenderci cura, comprendendo forma e sostanza. È ripartendo dalla cura e dalla prevenzione che vogliamo parlare nuovamente delle fontane d’acqua presenti nel nostro territorio e lo facciamo senza dover minacciare azioni di disobbedienza civile – perché, a differenza di quelle istituzioni che se ne stanno fregando di dare acqua alla città, noi siamo i civili».

«Persone che non vogliono più stare a guardare mentre le nostre istituzioni si disinteressano dei problemi del territorio. Persone che sono stanche dei ricatti che la nostra città è costretta a subire, stretta tra una morsa che da un lato la costringe ad essere condannata all’inquinamento industriale e dall’altro soffre la carenza di politiche di economie alternative capaci di sostenere il progresso del territorio – senza per forza doverlo fare a pezzi. Le attività che compromettono questo territorio devono cessare, soprattutto quelle fatte in nome di capitali che poi vengono destinati ai paradisi fiscali e che quindi non permettono alle nostre comunità di fiorire in maniera sostenibile. A questo proposito la canalizzazione delle nostre acque dovrebbe essere una priorità, perché di acqua siamo pieni. – aggiungo dal Circolo Arci – Crediamo ci sia bisogno di un impianto capace di conservare la natura del bene comune dell’acqua e che la renda disponibile a tutti, senza dover pagare, questo è l’obiettivo primario. Quindi con questo messaggio vi informiamo che abbiamo presentato formalmente ricorso al difensore civico regionale – l’organo che ci protegge dalle brutte azioni o non azioni degli Enti locali – contro il Comune di Massa per ottenere risposte sullo stato di salute delle acque del nostro territorio e che stiamo andando avanti per far riaprire la fontana Cristallo e la fontana della Rocca».

«Il paradosso dei paradossi lo abbiamo avuto davanti questa mattina alla fontana Cristallo, sorgente della fontana della Rocca, che è chiusa, al contrario della sorella gemella che si trova ai piedi del Castello. Come mai due fontane collegate tra loro “fungono” in questa maniera così diversa? – chiude Trentuno Settembre – Perché il Comune non ci fornisce le analisi biochimiche effettuate da Gaia? Perché da quando è il Comune ad amministrare l’acqua (da circa due anni) le cose funzionano così male “abbestia”?».