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«Cava Fornace, tema che va affrontato senza bugie. Turismo? La chiave è il marketing del territorio»

La candidata per il centrodestra Manuela Aiazzi: «Erosione, ad un progetto di ripascimento deve essere affiancato un progetto di difesa costante»

MONTIGNOSO – Erosione, cava Fornace, turismo e cultura. Sono questi alcuni dei temi caldi a Montignoso su cui la Voce Apuana ha interrogato la candidata a sindaco Manuela Aiazzi, che rappresenta il centrodestra unito (Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia) con la lista “Per Montignoso”.

Cava Fornace, argomento che coinvolge molti interessi su temi quali ambiente e salute: come affrontare la questione relativa alla chiusura della discarica?
“Con serietà e senza dire bugie. Ad oggi la Regione, ente competente in materia, non ha emesso nessun provvedimento finalizzato alla chiusura e bonifica del sito, nonostante le diverse mozioni approvate anche in consiglio regionale che hanno dato preciso indirizzo in materia. Il candidato sindaco del Pd ha lanciato la solita dichiarazione spot per la campagna elettorale, dicendo che hanno iniziato il procedimento di revisione delle autorizzazioni, ma ad oggi non risulta protocollato alcunché. Al contrario di quanto fatto in questi anni per esempio dal Comune di Pietrasanta, altro ente su cui insiste la discarica, ben più attivo: le diverse lettere di richiesta di revisione delle autorizzazioni sono protocollate e rintracciabili pubblicamente. Da lì si deve partire, con atti concreti e la decisione di portarli avanti, fino ad “piantonare”, se necessario, il palazzo della Regione”.

Erosione costiera: un problema che preoccupa sempre di più, confermato dal fatto che ultimamente anche Montignoso ha perso metri di spiaggia. Quali sono le possibili soluzioni?
“Altro tema di esclusiva competenza regionale, ma su cui poco o nulla si è visto da Firenze. Quindi il Sindaco non ha nessuna diretta competenza, ma anche Montignoso come sta già facendo Massa, può sollecitare l’Assessore Regionale all’Ambiente Monni a ricordarsi di noi, progettando, finanziando e finalmente realizzando progetti di difesa della nostra costa. Ad un progetto di ripascimento (magari prendendo la sabbia in eccesso da altre zone della nostra costa e non dalla pianura padana) deve essere affiancato un progetto di difesa costante, in modo da evitare ulteriori costosissimi ripascimenti futuri. Su questo campo sia le giunte regionali Rossi che quella Giani sembrano sorde, nemmeno sperimentando possibili soluzioni proposte dalle categorie balneari come quella del Tecno-reef, ovvero una barriera subacquea di ripopolamento ittico che ha dato risposte positive in Romagna, in zone dove le condizioni marine erano analoghe alla nostra”.

Turismo: su cosa deve puntare Montignoso per svilupparlo, anche in un’ottica di recupero delle frazioni più abbandonate, come quelle montane?
“Innanzitutto vanno appoggiati tutti gli operatori economici e turistici ancora presenti nelle zone montane e sul resto del territorio; studiando metodi di incentivazione come i piani particolareggiati del commercio, con cui possono essere dati contributi economici a fondo perduto. Importante la manutenzione e un rilancio dei sentieri, con adeguata cartellonistica e i servizi necessari ai camminatori e ai passeggiatori, per diversificare la presenza turistica, che dall’ombrellone possa facilmente fare un’esperienza diversa. E’ necessario attuare la c.d. politica dell’accoglienza e di marketing del territorio, con strumenti idonei, azioni mirate, consapevolezza diffusa, formazione e professionalità. Per fare tutto ciò è inoltre fondamentale il confronto con le categorie per l’impiego dei proventi della tassa di soggiorno, per studiare al meglio gli interventi assieme ad albergatori, ristoratori, commercianti, balneari ed agli altri operatori turistici. Occorrerà anche dotare il nostro territorio di trasporti pubblici, collegando ad es. le stazioni vicine con il Comune, dotando le corse di mezzi più piccoli e nuovi rispetto a quelli in circolazione, che realizzino corse più frequenti e così via. Naturalmente questo deve essere visto non solo nell’ottica del turismo, ma e soprattutto per tutti i cittadini di Montignoso e la tutela dell’ambiente. È necessario, pertanto, interloquire con il nuovo gestore di trasporto pubblico chiedendo questo”.

Divieti di balneazione: quali gli interventi da porre in essere per migliorare la qualità delle acque?
“Banalmente spronare GAIA a finire gli interventi necessari ai depuratori, che per fortuna sono in atto e lo si è visto dall’assenza di divieti per tutta la stagione estiva 2021. Questo non deve farci rilassare bensì dobbiamo tenere alta l’attenzione affinché i lavori promessi terminino. Anche gli scarichi abusivi vanno ricercati costantemente e se trovati, sanzionati ed eliminati, su tutto il territorio: dalla foce al polo produttivo di Renella e fino alla frazione di Pasquilio”.

Gaia: a Montignoso le tariffe sono altissime. La riforma del gestore idrico è la strada da percorrere?
“Certo, assieme agli altri comuni intenzionati a farlo. Per fare la riforma bisogna avere il 51% delle quote e Montignoso ne esprime solo una piccola parte, ma che può contribuire alla richiesta di riforma verso una società che non abbia nel proprio assetto il concetto dell’utile. Ma che reinvesta tutto negli interventi migliorativi al sistema fognario e di acquedotto, soprattutto realizzando quegli interventi promessi ma ancora sulla carta”.

Miasmi sul Lago di Porta. Confermata la loro origine naturale, la domanda adesso è: è possibile eliminarli?
“Non è confermato un bel niente. Le conclusioni dello studio sulle maleodoranze di ARPAT già due anni fa affermavano che dovranno essere svolti ulteriori approfondimenti in area CO.IMPRE e nelle vicinanze, dato che le indagini svolte non sono bastate a definire il ruolo dell’area artigianale riguardo le maleodoranze; l’amministrazione avrebbe quindi dovuto approfondire le indagini sull’intero bacino lacustre durante la primavera-estate, per terminare il quadro conoscitivo e capire come agire per rimuovere gli odori. Non ci risulta sia stato fatto nulla sia per la stagione 2020 che per la 2021. Lorenzetti disse di voler seccare il lago: affermazione poco felice. Si potrebbe invece più semplicemente terminare la fase di studio posizionando due centraline di rilevazione fisse delle maleodoranze, una in zona della casina mattioli e l’altra in zona CO.IMPRE da aprile fino a settembre, attive 24 ore su 24. In questo modo si avrebbe un monitoraggio completo e si potrebbero osservare tutti i picchi più altri di emissioni di idrogeno solforato. Solo con questo quadro conoscitivo completo, chiesto anche da ARPAT, si potrà studiare una soluzione efficace”.

Cultura: Villa Schiff è il luogo adatto per ospitare una vera biblioteca civica a Montignoso fruibile per tutti?
“In primis Villa Schiff deve essere liberata dagli uffici comunali e restituita all’antico splendore. Possono permanere gli uffici di rappresentanza, ma l’intera villa deve diventare un polo di attrazione culturale e turistica, ospitando nel suo giardino zone di lettura. Gli spazi non mancano, anche se sono stati completamente usurati dalla mancanza di manutenzione e dall’utilizzo intensivo con destinazione non consona. Mettere lì gli uffici, realizzando pure un soppalco, non ha risolto il “dislocamento” degli stessi. Infatti oggi gli uffici, oltre che presso la villa si trovano, un po’ nel palazzo sovrastante, un po’ nell’ex municipio e i restanti nell’edificio davanti all’ex municipio. Uno spreco di risorse e un’inefficienza enormi. Gli uffici vanno devono essere collocati in un unico polo, da realizzarsi dove ci siano gli spazi e i parcheggi necessari e Villa Schiff il polo culturale creando la biblioteca multimediale e non solo”.