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«Persi 22 milioni contro l’erosione perché il Comune non aveva progetti: Persiani smentisca o si dimetta»

Il circolo Pd di Ricortola-Bondano-Partaccia-Casone chiede «chiarezza e trasparenza di fronte ai cittadini di una realtà come Massa, che ha nel turismo balneare una leva irrinunciabile per far crescere l'economia»

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CARRARA – «La Regione ha dovuto ricollocare 22 milioni di euro stanziati dal ministero dell’Ambiente per il ripascimento, perché il territorio massese non è stato in grado di presentare progetti concreti finanziabili con queste risorse, che, anziché andare perse, sono state utilizzate per realizzare opere per la riduzione del rischio idraulico, molte delle quali ricadono proprio in questo territorio…» . Queste sono parole dell’assessora regionale all’ambiente Monia Monni, e se sono vere, cosa di cui non dubitiamo, allora è evidente che l’amministrazione comunale di Massa deve assumersi la responsabilità di aver privato la nostra costa di 22 milioni per combattere l’erosione e trarne le dovute conseguenze. Il sindaco Persiani deve chiarire e smentire l’assessore Monni o è preferibile, per il bene della città, che rassegni le dimissioni”. Interviene così sul tema dell’erosione il circolo Pd di Ricortola-Bondano-Partaccia-Casone.

“Il Sindaco Persiani – continua il circolo Pd – parla di un documento di 26 pagine, denominato ‘ Emergenza costa Comune di Massa. Richiesta ripascimento per la stagione 2021. Analisi della costa e delle necessità’, presentato a marzo di quest’anno, cioè solo pochi mesi fa.  Eppure l’erosione della costa, la spiaggia mangiata dal mare alla Partaccia, a Marina di Massa, ai Ronchi e a Poveromo, è, purtroppo, un fenomeno non di pochi mesi fa. E’ strano che il Comune se ne sia accorto solo a marzo 2021. Inoltre quel documento, come sa bene il Sindaco, non è un progetto esecutivo e cantierabile, cioè utile dal punto di vista amministrativo per accedere ai fondi pubblici stanziati dal ministero dell’Ambiente”.

“E’ bene che il Sindaco faccia piena luce – aggiungono i democratici della Costa apuana – . Ci sono i progetti esecutivi veri (non i documenti di qualche pagina) del Comune di Massa? Sono stati inviati (si spera almeno con una raccomandata a/r o una pec) alla Regione così da avere i finanziamenti e aprire i cantieri? Se sì, può il Sindaco darne piena conoscenza ai consiglieri comunali, ai cittadini e agli operatori turistici e balneari? Sono domande a cui chi riveste, seppur temporaneamente, il ruolo di Primo Cittadino ha l’obbligo rispondere. Le risposte non servono certo a noi, ma alla Città e a tutti i massesi. Perché solo due cose sono possibili: o ha ragione l’assessora Monni e quindi il Comune ha perso 22 milioni perché non ha presentato i progetti per ottenerli, oppure l’assessora Monni ha torto (ma noi ne dubitiamo) e la Regione ha tolto 22 milioni a Massa spostandoli dalla lotta all’erosione ad altri interventi”.

“Non è infatti onestamente ammissibile – precisa il circolo Pd – che il Comune possa aver perso così tante risorse pubbliche per risolvere un problema strutturale, come l’erosione della nostra costa, che mette a repentaglio centinaia di imprese turistiche e migliaia di posti di lavoro. Serve chiarezza e trasparenza soprattutto di fronte alle cittadine e ai cittadini di una realtà come Massa alle prese con livelli di disoccupazione elevati e che ha nel turismo balneare una leva irrinunciabile per far crescere l’economia e i posti di lavoro sia diretti che indiretti. Perdere quei 22 milioni è come dare uno schiaffo in faccia a chi cerca lavoro o a chi l’ha perduto. Non è accettabile”.

“Anche per questo chiediamo totale chiarezza sui fatti – concludono i democratici di Ricortola-Partaccia – e abbiamo già chiesto alla deputata Martina Nardi e al consigliere regionale Giacomo Bugliani, per quanto è di loro competenza, di intervenire sia a livello nazionale sia a livello regionale. Il nostro territorio ha già perso 22 milioni per combattere l’erosione con interventi strutturali. Oggi però grazie ai fondi UE attivati col Pnrr possiamo finanziare nuovamente questi interventi. La Regione, sia tramite l’assessora Monni che il Presidente Giani, hanno già chiesto questa possibilità al Governo. Ci auguriamo che questa volta il nostro territorio, come chiedono anche le imprese e i lavoratori del settore turistico-balneare, sappia muoversi per tempo sia dal punto di vista politico che amministrativo, per raggiungere lo scopo”.

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