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Incidenti sul lavoro, la Lega dei Cavatori: «Impensabile ad una certa età essere sempre in cava»

«Un'idea potrebbe essere quella di promuovere "cave scuola", dove cavatori esperti potrebbero essere accompagnati alla pensione»

MASSA-CARRARA – “Ad oggi in Italia nel 2021 sono morti per infortuni sul lavoro 514 persone. Aggiungendo i lavoratori morti in itinere sulle strade, la cifra sale a più di mille. Una guerra in tempo di pace, verrebbe da dire, uno stillicidio quotidiano al quale sembra ci siamo assuefatti, abituati, con fatalismo e rassegnazione apprendiamo la notizia che spesso ci scivola addosso, soprattutto se a lasciarci non è persona conosciuta oppure se i media non danno risalto alla notizia e la morte diventa un trafiletto”. Ad intervenire sulla questione è la Lega dei Cavatori, che parte dalla vicenda di Luana, giovane madre rimasta stritolata in una fabbrica da un macchinario a Muntemurlo, vicino a Prato. “Allora diventano interessanti anche i morti sul lavoro, quando questi possono offrire audience, quando risultano un prodotto vendibile appetibile al pubblico – affermano dalla Lega dei Cavatori -. Invece a noi preme la questione sempre, anzi per noi è fondamentale, punto cardine del nostro agire e non solo nello specifico del nostro settore, dove naturalmente possiamo e dobbiamo dire la nostra, ma portando solidarietà a tutti i lavoratori di ogni comparto, perché chi quotidianamente vive il proprio lavoro ne conosce i pericoli e i rischi. La sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro deve essere un principio fondamentale, garantito nella realtà e non solo sulla carta”.

“La cultura della sicurezza deve attecchire in primis nei lavoratori e da loro a tutte le componenti del mondo del lavoro – suggeriscono dalla lega -. Nel lapideo, settore scosso dai cambiamenti legati ai nuovi piani attuativi, nell’ ultimo periodo ci sono stati purtroppo tre incidenti che hanno avuto come esito due infortuni gravi ed una vittima. Negli incidenti possiamo analizzare l’età avanzata di uno degli infortunati e nell’altro il tardivo intervento del soccorso. L’età del cavatore è balzata all’occhio: impensabile ad una certa età essere sempre in cava, per fare certe mansioni un pensionamento sempre più lontano negli anni non è un incentivo alla sicurezza. Un’idea potrebbe essere quella di promuovere “cave scuola”, dove cavatori esperti potrebbero essere accompagnati alla pensione mettendo la loro esperienza a servizio dei giovani che entrano nel mondo del lavoro. Abbiamo citato il nuovo regolamento – spiegano poi – perché in data 12 aprile 2019 avevamo organizzato un tavolo di confronto con tutte le parti sociali del comparto marmo per capire come poteva cambiare il nostro lavoro con la loro entrata in vigore. Al momento, come si ipotizzava a dicembre ’19, sembra gravare tutto sulle spalle degli operai, dall’insicurezza occupazionale con tutto quello che ne comporta, alle diatribe con l’opinione pubblica”.

“Ripetiamo – chiudono dalla Lega dei Cavatori -: a noi deve interessare la sicurezza, ed invitiamo tutti i lavoratori a promuoverla e a cooperare tra di loro affinché venga perseguita. Con un governo che ci fa lavorare sempre più a lungo e non investe in una sanità pubblica efficiente, solo una solidarietà diffusa tra lavoratori ed una forte coscienza di classe può aiutarci. Nessuna morte sul posto di lavoro è più accettabile, e noi lavoratori rivendichiamo il diritto di tornare a casa sani e salvi”.