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Case, nel centro storico di Massa prezzi quasi doppi rispetto a Carrara: ecco le cifre dell’osservatorio regionale

Le quotazioni si abbassano in località come la Lunigiana mentre rimangono alte su tutto il litorale apuano

MASSA-CARRARA – Sono stati presentati ieri mattina, 22 settembre, a Palazzo Strozzi Sacrati, i dati dell’osservatorio immobiliare regionale elaborati dalla FIAIP Toscana (Federazione Italiana degli Agenti Immobiliari Professionali). Un rapporto che ha evidenziato in estrema sintesi, dall’inizio del 2020, come le compravendite siano incrementate in tutta la Toscana con prezzi rimasti stabili ad eccezione di alcune precise tipologie di immobili divenuti particolarmente richiesti dopo l’inizio dell’emergenza sanitaria.

Per quel che riguarda Massa, nel centro storico i prezzi vanno da un minimo di 2.300 euro al metro quadro ad un
massimo di 2.800 euro. Cifre che diminuiscono sensibilmente spostandosi nelle aree limitrofe al centro (dai 1.800 ai 2.200 euro al metro quadro) e in periferia (da 1.400 fino a 1.700 euro al metro quadro). A Carrara invece i valori per il centro città si confermano più bassi, oscillando da un minimo di 1.300 ad un massimo di 1.600 euro al metro quadro. Le quotazioni si abbassano ulteriormente in località come la Lunigiana, dove la valutazione media per un immobile residenziale non di lusso ha nel primo caso un valore minimo di 600 e un valore massimo di 1.400 euro al
metro quadro. In controtendenza ovviamente la valutazione degli immobili sul litorale: Montignoso (2.300 – 3.000 euro al metro quadro), Marina di Carrara (2.000 – 2.300 euro al metro quadro), Marina di Massa (2.500 –
2.800 euro al metro quadro) e Cinquale (3.000 – 3.500 euro al metro quadro).

“Prosegue il nostro rapporto con FIAIP – ha detto il presidente Giani – grazie al quale e al protocollo sottoscritto, attraverso l’osservatorio, possiamo valutare l’andamento del settore. Oltre ai prezzi, ciò che più ci interessa è il trend relativo alle compravendite, indice di vitalità economica della regione. I dati elaborati indicano un mercato vivo e questo, nonostante il periodo di lockdown dell’anno scorso, asseconda le stime di Irpet riguardo alla crescita del Pil che parlano di un +6% per la Toscana, maggiore rispetto al dato medio previsto a livello nazionale. Il fatto che ci siano molte compravendite è anche un indicatore di qualità del territorio toscano. Vorrei infine sottolineare un altro elemento – ha concluso Giani- che caratterizza questo settore, ovvero il fatto che più che su internet, a differenza di altri, è l’interlocuzione diretta con gli agenti immobiliari a caratterizzare le trattative. Elemento che dà credibilità al sistema e che evidenzia la grande professionalità dei soggetti coinvolti”.