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Elezioni Montignoso, i comitati per l’acqua e Federalberghi: «Premio fedeltà a Gaia al candidato Lorenzetti»

L'intervento di Cca dbr, Federalberghi Apuoversiliese e del Forum Italiano dei movimenti per l’acqua dopo il confronto pubblico tra candidati

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MONTIGNOSO – «Abbiamo seguito con attenzione il confronto fra i candidati a sindaco del Comune di Montignoso» dichiarano i rappresentanti del Cca dbr, di Federalberghi Apuoversiliese e del Forum Italiano dei movimenti per l’acqua. Hanno partecipato Gianni Lorenzetti (sindaco uscente con la lista “Verso nuovi traguardi”), Francesco Matteucci (lista “Con te per Montignoso”) e Manuela Aiazzi (lista di centrodestra “Per Montignoso”).  Uno dei punti del programma discusso dai candidati in tale occasione ha riguardato il gestore idrico integrato Gaia Spa che serve 46 comuni della provincia di Massa-Carrara e Lucca.

«Ancorato alle sue posizioni in favore di Gaia Spa – osservano le associazioni – si è mostrato il sindaco uscente Lorenzetti, il quale ha affermato “credo che Gaia vada migliorata per alcuni aspetti, ma i benefit che ha ridistribuito agli utenti, soprattutto in questi mesi di pandemia, sono milioni di euro. Sul costo delle tariffe non incide la gestione di Gaia ma gli investimenti e io sono per fare gli investimenti… e a tale proposito Gaia ha le tariffe più basse della Toscana”. Forse, visto che Lorenzetti ha già governato per cinque anni il comune di Montignoso (uno di quelli gestiti da Gaia) avrebbe dovuto fare autocritica quando afferma che sul costo delle tariffe incidono gli investimenti. Infatti è stato proprio il direttore generale dell’Autorità Idrica Toscana a scrivere nella sua relazione annuale del 2019 che il gestore Gaia ha realizzato solo per il 52%, degli investimenti stanziati dall’Ait. Inoltre, in base alla ricerca comparata effettuata dalla nostra rete sul sistema tariffario di tutti i gestori idrici della Toscana e su un campione di quelli italiani, è emerso che Gaia si pone al primo posto in Italia in termini di spese per la depurazione e che le perdite idriche arrivano al 57,6%. Ma ancora forse Lorenzetti non ha letto i numerosi articoli e approfondimenti  televisivi dove si dichiarava che gli alberghi arrivano a pagare delle bollette annue fino a 120mila euro. Forse, se avesse partecipato almeno a uno dei ben cinque convegni nazionali che abbiamo organizzato nei mesi scorsi, ai quali è stato ripetutamente invitato, avremmo quanto meno potuto fare un confronto pacato sul tema dell’azienda speciale consortile».

«Aiazzi ha asserito: “Confermo la mia idea, quella di  di uscire da Gaia con l’aiuto degli altri comuni o di rivedere il sistema societario completamente, perché il costo di Gaia è altissimo e incide sulle bollette degli utenti”. Matteucci si è espresso chiaramente affermando che “La gestione di un monopolio naturale come lo è l’acqua non può essere affidata alle società per azioni: c’è stato un referendum sull’acqua pubblica e quello deve essere rispettato. La gestione di mercato di un bene pubblico come l’acqua ha risvolti paradossali. Se si dovesse consumare meno per mantenere gli stessi costi (costi fissi) si dovrebbe aumentare il costo dell’acqua e a mio avviso è diseducativo perché si dovrebbe insegnare a risparmiarla e non a sprecarla. Pertanto si deve ricorrere ad un sistema di gestione davvero pubblico e non una Spa”. Su quanto detto non si può che essere d’accordo, l’importante è che ciò sia mantenuto qualora sia eletto».

«Abbiamo dedicato tutto lo scorso anno – affermano i firmatari del comunicato – a sensibilizzare i sindaci soci della partecipata in house, attraverso momenti formativi condivisi.  In particolar modo abbiamo insistito, fino ad oggi purtroppo inutilmente, con il comune di Massa, che è uno di quelli che detiene più quote sociali nell’assemblea di Gaia (circa 19%) ed è quindi molto determinante, al momento delle votazioni dei sindaci in assemblea, per raggiungere il quorum che permette ai sindaci di decidere per la trasformazione di Gaia da Spa, in azienda speciale consortile di diritto pubblico».

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