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«No al green pass e sì ai tamponi salivari gratuiti per tutti». Prosegue la protesta del coordinamento scuole

Lunedì la manifestazione a nazionale Pisa: «Le carenze strutturali non si vaccinano»

MASSA-CARRARA – No al green pass, sì tamponi salivari gratuiti per tutti. Questa la proposta del coordinamento scuole di Massa-Carrara, che ribadisce con forza il suo “no” all’obbligo di certificazione verde per il personale scolastico. “Abbiamo più volte evidenziato come le carenze della scuola siano presenti da tempo e la situazione
pandemica le abbia semplicemente fatte esplodere – esordiscono dal coordinamento -: non ne è la causa, ma sicuramente evidenzia la necessità di intervenire urgentemente per prevenire altre situazioni che possano mettere ulteriormente a rischio la salute della scuola nella sua globalità. Pertanto, se il governo volesse realmente curare la scuola, al terzo anno scolastico con il Covid, avrebbe distribuito differentemente le risorse economiche del fondo europeo. Di quei 2 miliardi e 886 milioni, che il ministro Bianchi va tanto sbandierando, solo lo 0,7% è destinato agli interventi per ovviare al problema delle classi pollaio: da anni si richiede a gran voce di diminuire il numero di alunni per classe e di stabilizzare il personale precario. Ciò, oltre a favorire una maggiore qualità della didattica, inciderebbe sulla salute degli alunni e del personale scolastico e favorirebbe il distanziamento. Invece paradossalmente quest’anno, si potrà derogare al distanziamento di un metro”.

“Le assunzioni rivendicate dal ministro non sono neanche la metà dei posti vacanti – fanno notare dal coordinamento scuole – ancora più di 60.000 docenti, soprattutto alle medie e alle superiori, sono chiamati come supplenti, pur avendo gli stessi impegni e carichi degli insegnanti di ruolo. In compenso, il 22% dei fondi stanziati sono stati destinati alla scuola digitale. E solo 100 milioni invece (il 3,4%) per gli screening nelle scuole. Mentre in altri paesi europei, come anche in Cina, il tracciamento è considerato uno strumento essenziale per il contenimento della pandemia. Se tale strumento fosse adottato anche in ambito scolastico, insieme a tutte le misure finora utilizzate, permetterebbe di individuare eventuali positivi al fine di limitare le quarantene che nella scuola impediscono una ripresa reale dell’attività didattica. Invece la strada scelta è stata quella di introdurre il green pass, che è un provvedimento divisivo che sta lacerando la scuola, criminalizzando in modo strumentale quella piccola percentuale di persone che hanno scelto di non vaccinarsi”.

“Senza entrare nel merito delle scelte sui vaccini – proseguono – non dobbiamo assecondare le accuse che pubblicamente varie figure istituzionali palesano allo scopo di dividerci e creare, a seconda dei casi, un diverso capro espiatorio che, in questa fase, è rappresentato da tutti coloro che non sono vaccinati. La martellante campagna allarmistica basata anche su informazioni poco chiare e contraddittorie, ha contribuito a destabilizzare e confondere ulteriormente le persone indecise e a creare delle crociate pro o contro il green pass”.

“Le scelte del governo – sostengono dal coordinamento – sono in netto contrasto con: quanto dichiarato nella risoluzione 2361 (2021) dell’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa del 27 gennaio 2021, secondo la quale gli Stati devono garantire che “ i cittadini siano informati che la vaccinazione non è obbligatoria e che nessuno subisca pressioni politiche, sociali o di altro tipo affinché si vaccini se non desidera farlo personalmente”; quanto stabilito dal regolamento (UE) 2021/953 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 14 giugno 2021 secondo il quale “ è necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono state vaccinate” per diversi motivi o “hanno scelto di non vaccinarsi””.

Di qui le richieste: abolizione del green pass; tamponi salivari gratuiti per tutti a garanzia del diritto alla salute, al lavoro e allo studio; eliminazione delle classi pollaio (15 alunni per classe); quarantene non applicate a tutta la classe ma ai soli soggetti positivi; tamponi sull’intera classe.

“Non possiamo accettare che l’istituzione scolastica, inclusiva per definizione, possa escludere o penalizzare alunni,
personale scolastico e genitori, non vaccinati – concludono dal coordinamento scuole, annunciando di aderire alla manifestazione nazionale di Priorità alla Scuola del 20 settembre “Le carenze strutturali non si vaccinano”. “Convergeremo a Pisa – spiegano – lunedì 20 settembre alle 17, piazza XX settembre”.

Per contatti, adesione e organizzazione del viaggio: 3346889661.