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Il coordinamento scuole di Massa-Carrara contro il green pass: «Strumento discriminatorio e incostituzionale»

Le alternative: «Tamponi con valenza settimanale, gratuiti o ad un prezzo calmierato, e salivari (quindi meno invasivi)»

MASSA-CARRARA – Il coordinamento scuole di Massa-Carrara contro l’introduzione del green pass a scuola. Durante l’ultima riunione, tenutasi lo scorso 30 agosto, i docenti e i genitori dei vari istituti presenti (Alfieri Bertagnini, Don Milani, Minuto, Meucci, Galilei, Marconi, Gentileschi , Università di Pisa) e un gruppo di docenti precari in attesa di assegnazione, si sono espressi con chiarezza contro la misura, considerandola “uno strumento  inefficiente ed illogico in relazione alle pratiche di contenimento della pandemia e della sicurezza nelle scuole in genere”.

In secondo luogo hanno concordato che “le modalità della sua applicazione nel contesto scolastico risultano particolarmente vessatorie e discriminatorie, e tendono a stigmatizzare una parte, peraltro molto esigua, della categoria, relegandola ad un ruolo di “untore” nel goffo tentativo di scaricare su tale minoranza le enormi responsabilità di chi in due anni non ha fatto assolutamente nulla per rendere le scuole un luogo sicuro in cui poter lavorare e rendere effettivo il diritto allo studio”. “Anche nella nostra provincia – affermano dal coordinamento – analizzando gli organici e le classi accordate, niente è cambiato rispetto al passato: ancora  classi pollaio, assunzione del personale inadatta ai bisogni, mancato adeguamento degli spazi”.

“Da ultimo – aggiungono – il Green Pass appare non solo inutile, ma persino dannoso riguardo alla sicurezza, in quanto viene usato come alibi per giustificare l’assenza di qualsiasi monitoraggio ed allentare il distanziamento (il governo ha infatti deciso che il metro di distanza potrà anche non essere rispettato). Non va, inoltre, dimenticato che il Green Pass contiene sia nella sua definizione che nel prospettare una serie di sanzioni pesantissime, spropositate e ingiustificate, un forte profilo di incostituzionalità, in quanto confligge pesantemente con il diritto al lavoro (di fatto, chi deciderà di non vaccinarsi dovrà pagare per lavorare) e si configura, nei fatti, come una sorta di implicito obbligo vaccinale, imposto surrettiziamente e senza alcuna assunzione di responsabilità, che sarebbe doverosa, da parte delle autorità che impongono tale pratica. Il coordinamento chiede dunque la non applicazione del Green Pass nelle forme date nella scuola, ma in un’ottica che prescinde da qualsiasi posizione personale in relazione al vaccino e all’opportunità di vaccinarsi, che non ci compete in quanto coordinamento”.

“Siamo a favore della libera scelta nei confronti delle cure – precisano dal coordinamento scuole – quindi anche del vaccinarsi o meno, non vogliamo che colleghi/e, o persone in genere, vengano discriminati a causa di queste scelte. Riteniamo sia fondamentale l’attivazione di una campagna volta a ottenere l’eliminazione del Green Pass o una sua sostanziale modifica applicativa in sede di conversione in legge del decreto, in particolare chiediamo che i tamponi abbiano valenza settimanale, che siano gratuiti o ad un prezzo calmierato, che siano salivari (meno invasivi) e che si possano fare a scuola nell’ambito di un’attività di monitoraggio e tracciamento preventivo”.

“Il coordinamento – annunciano infine – intende aderire ad iniziative pubbliche che rivendichino quanto sopra, a partire dalla mobilitazione nazionale indetta da Priorità alla Scuola del 20 settembre”.

La prossima riunione si terrà martedì 7 settembre, alle 18, negli spazi aperti del Parco della Rinchiostra a Massa.