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A Massa-Carrara 4.400 persone hanno bisogno di pacchi alimentari. «E la pandemia ha aggravato le cose»

Parla Andrea Giusti, responsabile del Banco Alimentare nella provincia apuana. La previsione per il 2021 è di 205.602 chili di generi distribuiti

MASSA-CARRARA – 4.400 persone a Massa-Carrara hanno bisogno di pacchi alimentari. Si rivolgono alle associazioni di volontariato del territorio, che a loro volta ricevono i beni da un ente che funge da coordinatore e da distributore. Parliamo del Banco Alimentare, realtà globale con sedi in ogni paese del mondo, nata in America 50 anni fa con l’intento recuperare il cibo che l’industria, per qualsiasi ragione, non riusciva a vendere. Una sorta di accordo, dunque, con un duplice scopo: evitare gli sprechi da una parte e andare incontro alle esigenze dei bisognosi dall’altra. Da quando poi esiste il Fead (Fondo di aiuti europei agli indigenti), le fonti da cui prelevare e distribuire generi alimentari sono aumentate. Ma nonostante ciò, la domanda in continua crescita, fa sì che i beni non bastino mai per tutti. E su questo fronte, la pandemia non ha fatto che aggravare le cose. A spiegarlo è il responsabile del Banco Alimentare nella zona di Massa-Carrara Andrea Giusti. «Nella nostra provincia le associazioni si trovano a dover far fronte a una domanda in crescita e alla necessità di aumentare i quantitativi. Non riescono, insomma, ad accontentare tutti. Un processo, questo, iniziato prima della pandemia, ma che negli ultimi anni ha subito sicuramente un’accelerazione. I prodotti non bastano mai, e le associazioni sono sempre più in difficoltà».

Tra il Banco Alimentare e le associazioni di volontariato della provincia esiste un accordo: le singole associazioni dichiarano quanti sono i loro assistiti e, in base a questo numero, il Banco Alimentare fa una ripartizione dei prodotti. Una parte di questi arriva dallo Stato, una frazione deriva poi dagli scarti dell’industria e della grande distribuzione e una parte, infine, dalle collette alimentari, iniziativa che ha luogo nei supermercati d’Italia e per la quale, a fine novembre, esiste una giornata nazionale. «Le distribuzioni alle associazioni – spiega ancora Giusti – avvengono una volta al mese. A Massa-Carrara, ad esempio, arriva un tir da circa 20 tonnellate di prodotti da Firenze. La suddivisione avviene il sabato mattina al mercato ortofruttifero delle Jare, in due box che fanno da magazzino per il Banco Alimentare. Le associazioni, poi, distribuiscono i prodotti secondo le loro regole e modalità, ognuna nella piena libertà del proprio mandato».

A Carrara, da gennaio a luglio, sono stati distribuiti 58.474 chili di prodotti, a Massa 55.940, e in Lunigiana 16.424, per un totale di 130.838 chili in tutta la provincia. La previsione per il 2021 è di 205.602 chili di generi distribuiti. «Abbiamo 4.400 assistiti continuativi in provincia – prosegue il responsabile della zona apuana -, ognuno di questi ha un suo fascicolo. A loro si aggiunge un 30% di assistiti saltuari, dunque altre 1500 persone bisognose di cui però non conosciamo le informazioni riguardanti famiglia e Isee». Le previsioni per i prossimi anni sono di una crescita dei bisognosi sempre più decisa, e a tratti preoccupante, se si pensa alle difficoltà delle singole associazioni di soddisfarla. «Difficile dire di quanto è cresciuta la domanda negli ultimi tempi – fa notare Giusti – anche perché non siamo mai riusciti ad accontentare tutti. La sensazione, però, corroborata dai dati, è che la situazione stia nettamente peggiorando».