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«Nessun taglio agli stipendi degli infermieri. La Cisl dimentica di aver firmato un contratto nazionale»

L'azienda Usl Toscana nord ovest replica a Enzo Mastorci (Cisl): «Il sindacato dimentica che ha partecipato a riunioni che riguardavano l’orario di lavoro e le indennità, firmando la bozza di regolamento che oggi contesta»

MASSA-CARRARA – “Nessun taglio agli stipendi degli infermieri e Cisl sempre coinvolta in tutto il percorso di confronto su orario di lavoro e indennità. Stupisce che questa organizzazione sindacale, oggi, dopo quattro anni durante i quali ha sempre preso parte attiva alle trattative, ora rinneghi tutto il percorso fatto e chieda, di fatto, di non applicare il contratto nazionale che lei stessa ha firmato”. L’Azienda USL Toscana nord ovest replica così alle dichiarazioni del rappresentante Cisl Enzo Mastorci (qui).

“La Cisl dimentica di aver firmato un contratto nazionale dove le indennità sono già regolamentate e non sono oggetto di interpretazione. L’Azienda sta applicando il contratto nazionale in maniera regolare e corretta, nel pieno rispetto dei lavoratori. La diffida della Cisl, ad applicare il regolamento, nei fatti, comporterebbe la violazione del contratto nazionale di lavoro che lei stessa a livello nazionale ha firmato”.

“In materia di orario di lavoro e indennità, l’Azienda, dopo aver avviato un percorso articolato e approfondito di confronto, nel marzo 2021 ha comunicato ai sindacati la conclusione del confronto, inviando il testo del nuovo regolamento che consente una applicazione omogenea degli istituti contrattuali, come la vestizione, le indennità, l’articolazione oraria, garantendo così a tutti i dipendenti regole uguali. Un obiettivo, quest’ultimo, che ha sempre guidato l’Azienda e che dovrebbe essere anche interesse della Cisl perseguire”.

“La Cisl forse dimentica che dal 2016 siamo un’unica azienda, la USL Toscana nord ovest e che gli accordi fatti dalle ex Aziende sanitarie locali non sono più applicabili. La Cisl forse dimentica che dal 2017 ha partecipato ad una serie di riunioni che riguardavano l’orario di lavoro e le indennità, firmando, anche come partecipante al tavolo tecnico, la bozza di regolamento che oggi contesta”.

“Il 17 agosto scorso l’Azienda ha comunicato a tutti sindacati, compresa la Cisl, che “la regolamentazione prenderà concreto avvio per i turni effettuati dal 1 settembre e che valuteremo poi l’applicazione retroattiva al 1 gennaio 2021 come indicato nel regolamento, sempre in maniera più favorevole per il dipendente”. L’Azienda non ha messo in campo azioni retroattive o tagli di stipendi! Anzi tutt’altro”.

“L’Azienda. rinviando al mittente qualsiasi accusa di voler punire i lavoratori, precisa invece di aver investito in termini di risorse aggiuntive, di aver aumentato i tempi di vestizione, di aver rinforzato gli organici assumendo a tempo indeterminato e nelle forme consentite dalla legge. Da dove la Cisl prenda il dato delle 1.400 unità in meno non è dato sapere. In realtà dal 31 dicembre 2019 al 31 luglio 2021 complessivamente sono oltre 1.200 le unità di personale in più, nei vari profili, in dotazione all’Azienda”.

“Circa la diffida o sospendere il provvedimento 1741/2021 la Cisl non si rende conto che sarebbe proprio la sospensione del regolamento a comportare tagli agli stipendi, perché non ci sarebbe più una regolamentazione aziendale sulle indennità, sul diritto a mensa eccetera…”.

“Ad ogni modo, l’Azienda ha già convocato le parti, compresa la Cisl che ne è già a conoscenza, per un prossimo incontro che è previsto per il prossimo 9 settembre”.

“Relativamente alla applicazione del decreto legge 44/2021, si ricorda alla Cisl che si tratta di un obbligo alla vaccinazione imposto per legge a livello nazionale a tutto il personale sanitario e di interesse sanitario al fine di salvaguardare la sicurezza dei servizi che tutelano la salute di tutti i cittadini. Le Asl verificano l’adempimento e segnalano ai datori di lavoro (e quindi anche a loro stesse) i soggetti inadempienti che incorrono nella sospensione. Ogni datore di lavoro verifica la possibilità di destinare questi lavoratori a mansioni diverse”.

“Una possibilità che tuttavia, all’interno dei servizi sanitari, è di ben difficile concretizzazione stante sia le innumerevoli occasioni di possibile contatto o commistione delle mansioni e della frequentazione comune di persone, per lo più fragili, ed ambienti, possibilità da riservare semmai, come peraltro previsto dalla legge, in via prioritaria a coloro che non possono vaccinarsi per motivi legati allo stato di salute”.

“Va infine ricordato a CISL che essa stessa invoca a gran voce la sostituzione del personale sospeso al fine di preservare integre le capacità di risposta dei servizi: sostituzione a cui l’Azienda sta lavorando e alla quale non potranno che essere finalizzate tutte le risorse che saranno rese disponibili proprio in virtù dell’effetto sospensivo previsto dalla legge”.