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Finestre e persiane di fine ‘800 diventano i mobili di un locale: l’idea di un giovane falegname foto

La cultura della tradizione e del riciclo: «Ho utilizzato tutti materiali da recupero. Grazie ai titolari, mi hanno dato carta bianca»

CARRARA – «C’è un locale da ammobiliare. Carta bianca, pensaci tu». Daniele Di Vita si trova nel ristorante “Com’a Cà” di Marina di Carrara. Di fronte a sé soltanto le pareti bianche della nuova sala, da inaugurare per domenica 29 agosto. E’ la tela di un artista lasciato libero di poter esprimere il suo estro. I titolari, Stefano Marchini e Nadia Margot, si fidano di lui, gli passano la palla senza dargli alcuna indicazione. Così a Daniele, giovane falegname con un’attività ben avviata in via Farini, ad Avenza, viene l’idea: realizzare mobili utilizzando vecchie finestre e persiane della fine dell’8oo. Creatività e manualità fanno il resto: la prima è innata, e affinata dagli studi artistici del giovane al Liceo Artemisia Gentileschi di Carrara, la seconda gli è stata trasmessa da nonno Guido, anche lui falegname, che gli ha insegnato i segreti del mestiere. E gli ha consigliato di non buttar via i materiali, «perché il legno non muore mai, ma si può sempre riutilizzare». Del resto gli uomini di una volta sono così: hanno la cultura del riciclo e della riparazione, e riescono sempre a dare nuova vita agli scarti.

«Devo ringraziare Stefano e Nadia – dice Daniele – che mi hanno dato la possibilità di esprimermi liberamente e di fare tutto secondo la mia creatività. Ho realizzato tutti i mobili utilizzando materiale di recupero. Dai tavoli in legno alle dispense, dai portavini alle bottigliere create con vecchi ferri di protezione delle finestre. E ho anche utilizzato stampi in gesso prodotti da me».

Il risultato è una cornice vintage, in un locale in cui si servono i sapori della tradizione locale, che risulta dalla combinazione di genio e creatività con gli insegnamenti dei vecchi maestri. Quelli per cui anche una vecchia persiana o un pezzo di legno lasciato sul bancone, non perdono il loro valore.