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«Strage di Vinca: giorni come questi entrino nella memoria dei più giovani. Affinché non si ripetano mai più» foto

Nel paesino del comune di Fivizzano la cerimonia annuale di commemorazione dell'eccidio del 1944, dove persero la vita 174 persone di cui 160 civili

VINCA – E’ il 24 agosto 1944. A Vinca (Fivizzano), i nazifascisti danno luogo ad una strage: 174 persone, di cui 160 civili, perdono la vita. E’ uno di quei giorni che vanno tenuti a mente, insieme a tutte quelle date che riassumono un periodo storico fatto di tante tenebre e poche luci. Quel giorno i nazisti, provenienti da Sant’Anna di Stazzema, dove hanno già spezzato 130 giovani vite umane, dopo essere passati da Colonnata, arrivano nella frazione del comune di Fivizzano per compiere l’ennesimo eccidio. Da Carrara, nel frattempo, partono due plotoni della brigata nera dei Mai Morti, complici dei nazisti. E prendono il via tre giornate di attacchi. Perlopiù a civili: uomini, donne, anziani e bambini.

Questa mattina, nella vallata del torrente Lucido, si è svolta la cerimonia di commemorazione alla presenza del sindaco di Fivizzano Gianluigi Giannetti e di diversi sindaci della Lunigiana e della costa apuana, oltre alla deputata del Pd Martina Nardi, oratrice ufficiale dell’incontro. Una cerimonia particolarmente sentita e partecipata, come ogni anno, cui hanno preso parte anche cariche politiche di altri comuni della Toscana, come Cascina e Monsummano Terme. Da segnalare anche la presenza di giovani e bambini, che hanno partecipato attivamente portando le corone nei diversi punti in cui sono state fatte le deposizioni. “Nel nostro territorio le vittime di queste atrocità sono state molte, oltre 400 – ha ricordato il sindaco di Fivizzano Gianluigi Giannetti -. Appuntamenti come quello di questa mattina sono importanti soprattutto per i giovani, per far sì che certi eventi vengano ricordati e per fare in modo che non si ripetano mai più”.

Tra le autorità presenti anche il primo cittadino di Carrara Francesco De Pasquale, che più tardi, in un post Facebook, ha ricordato: “Proprio dalla nostra città, il 24 agosto di quel terribile anno, partirono due plotoni della brigata nera dei Mai morti, responsabili morali, oltreché materiali insieme ai nazisti, delle vittime dell’eccidio. Senza la loro complicità i nazisti non avrebbero mai potuto conoscere così bene i luoghi in cui viveva la popolazione civile, sterminata con l’accusa di aiutare i partigiani. È nostro compito far riflettere le nuove generazioni sugli orrori che questa inumana complicità, che mise fratelli contro fratelli, provocò nella nostra storia”.