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“Il mare dei veleni” il docufilm di Carlo Lucarelli al cineforum del Parco di Ricortola

MASSA – Affollato il Parco di Ricortola, anche martedì 17 agosto, per la proiezione dei due cortometraggi “Guarding the forest” (A guardia della foresta) di Max Baring e Karla Mendes e “Cave Cavem” di Alberto Grossi. Due cortometraggi per riflettere sulla distruzione della foresta amazzonica tanto lontana quanto vicina a quella dei monti Apuani.

In occasione della presentazione dei due docu-film e nel nome dei diritti sanciti dalla nostra Costituzione repubblicana, l’Associazione “Alberto Benetti” ha voluto dedicare la serata a Gino Strada, appena scomparso, a sua moglie Teresa, alla loro figlia Cecilia imbarcata sulla nave ResQ People per salvare diritti e persone nel Mediterraneo.

Mentre, giovedì 19 agosto, si conclude il Cineforum “diritti e territori … abusati” organizzato dall’Associazione “Alberto Benetti APS”, dall’ANPI “Linea Gotica Patrioti Apuani” e dall’Associazione “La Cerbaja” di Massa, in collaborazione con il Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli, il Presidio Apuane del GrIG ed il comitato Nuovi Paesaggi Urbani. L’ultimo appuntamento al Parco della Memoria di Ricortola di Marina di Massa, alle ore 21:15 con ingresso libero e rispetto delle misure anti Covid, è con la proiezione autorizzata da Teche RAI dello speciale “Navi a perdere – Il mare dei veleni”. Decine e decine di navi affondate, inghiottite dal Mare di Calabria con a bordo tonnellate di rifiuti tossici e radioattivi. Quali traffici si nascondono dietro le loro strane rotte? Sulle orme dell’ufficiale di Marina, Natale De Grazia, e del lavoro infaticabile di un manipolo di magistrati, in questa puntata speciale di Blu Notte – Misteri Italiani, Carlo Lucarelli apre le porte al mistero dei relitti fantasma inabissatisi al largo delle coste italiane, ripercorrendo un’inchiesta iniziata nel 1990 ed interrottasi bruscamente proprio con la morte dello stesso De Grazia nel 1995 avvenuta in circostanze sospette ed ancora da chiarire. Il traffico illecito di rifiuti è stato spesso associato a quello delle armi. Per questo, forse, il destino del comandante De Grazia non è stato poi così diverso da quello toccato alla giornalista Ilaria Alpi e all’operatore Miran Hrovatin in Somalia nel 1994.