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Eutanasia legale, Ferragosto a Marina di Carrara per Marco Cappato

MARINA DI CARRARA – «Nel silenzio totale dei media nazionali prosegue con un enorme successo di partecipazione in tutta Italia e nella nostra provincia, la raccolta firme per la proposta di referendum sull’eutanasia legale organizzata dall’associazione Luca Coscioni. Raccolta firme che ha superato ad oggi l’incredibile numero di 330.000 firme», esulta con un comunicato l’associazione Coscioni.

«Anche a Carrara, così come nella vicina Massaed in Lunigiana, la partecipazione è straordinaria e l’associazione Coscioni ringrazia vivamente le tantissime persone che in questi giorni stanno affollando i tavoli raccolta firme organizzati dai volontari nella nostra provincia. Ad oggi, infatti, sono centinaia e centinaia le firme raccolte. Una avventura umana straordinaria con volontari impegnati anche giovanissimi e persone che, mentre firmano, raccontano commosse vicende personalissime, ringraziando per l’iniziativa. Ne saranno necessarie 500.000 entro la fine di settembre perchè la proposta di referendum popolare sia accolta ma il risultato ad oggi è già, decisamente, straordinario. Per fare il punto ,quondi, sulla campagna in corso torna a Carrara Marco Cappato, tesoriere della Ass. Luca Coscioni. – continua il comunicato – Cappato sarà presente domenica 15 alle 19 al tavolo raccolta firme in viale Vespucci, angolo Caravella, a Marina di Carrara, per incontrare i volontari, la stampa e, soprattutto, i cittadini che tanto stanno sostenendo a Carrara, a Massa e in tutta la nostra provincia, questa raccolta firme. Una proposta che, ricordiamo, vuole un referendum per depenalizzare l’aiuto attivo a morire in specifici e definite situazioni per aprire la strada a una legge sul modello olandese, belga e spagnolo. Anche la Corte Costituzionale, dopo i casi di DJ Fabo e di Davide Trentini, ha chiesto al Parlamento di affrontare questo tema  rivolgendo un «monito al legislatore affinché provvedesse all’adozione della disciplina necessaria al fine di rimuovere il vulnus costituzionale riscontrato», perché «l’esigenza di garantire la legalità costituzionale deve prevalere su quella di lasciare spazio alla discrezionalità del legislatore»».

«Necessitando, quindi, una legge per definire procedure, scadenze e responsabilità nell’inerzia di un Parlamento che non si è mai riunito per parlare di eutanasia legale. Per eliminare, fra l’altro, anche, disparità di trattamento createsi ad oggi fra malati gravissimi. – conclude – Una raccolta firme che si muove con potenza dal basso, dimostrando ancora una volta quanto sia enorme il divario fra la vita delle persone e la politica che dovrebbe, invece, rappresentare il sentire della vita di tutti noi. Mettendo fine ad un sistema di gestione di  eutanasia illegale e non regolamentata, che tutti sappiamo comunque presente nel nostro Paese, affidata al silenzio ipocrita di chi non vuole affrontare un tema cosi importante alla luce del sole, regolamentandolo nel rispetto della libera e consapevole decisione di ciascuno».