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«La “vulva imbullonata” abbandonata nel degrado più totale. Una vergogna per Carrara» foto

L'opera si trova nel boschetto della Rsa "Regina Elena". Gianni Musetti (Fi) al sindaco di Carrara: «Recuperiamola e permettiamole di essere vista e apprezzata, magari nel centro articolo plastiche che sorge proprio li davanti»

CARRARA – “Sig. Sindaco, la disturbo per denunciare una insolita e vergognosa situazione a danno del nostro decoro urbano e delle opere d’arte della nostra città. Con questa lettera aperta le chiedo di interessarsi seriamente alla “Vulva di marmo imbullonata”, magnifica opera d’arte astratta, che il defunto scultore Roberto Bernacchi plasmò nei primi anni ’80 durante un Simposio di scultura in Piazza Alberica”. Inizia così la lettera aperta che l’esponente di Forza Italia Gianni Musetti scrive al sindaco di Carrara Francesco De Pasquale. “L’opera – spiega – avrebbe dovuto venire collocata nei giardini retrostanti il Teatro Animosi ed il marmoreo basamento era stato predisposto. Ma, ad un tratto, la “Vulva imbullonata” sparisce e a nessuno fu dato di sapere dove essa fosse. Nel frattempo, anni dopo, Bernacchi passa a miglior vita e della sua astrazione sessuale non se ne parla più. “Vuoi vedere che essa giace alla Casa di Riposo “Regina Elena”, dove sono state piazzate in fretta e furia tante statue di simposi?”. Mi sono domandato, io, ed amici amanti dell’arte. Avevamo visto giusto sig. Sindaco: la “Vulva imbullonata” sta nel boschetto del “Regina Elena”, tra le frasche, piane e roveti della Casa di Riposo, abbandonata completamente nel degrado e nell’incuria più totale”.

“Termino, Sig. Sindaco, pregandola di nuovo di provvedere a questo inconveniente di marmo plasmato. Vabbè che l’arte è un’amante gelosa. Però non illudiamo i vegliardi, sig. Sindaco: o spostiamo la “Vulva imbullonata” in sede più opportuna, o la recuperiamo lì dov’è e le diamo il giusto lustro, permettendo anche di essere vista e apprezzata, magari nel centro articolo plastiche che sorge proprio li davanti. È vergognoso lasciare tutto in queste condizioni, soprattutto per la città di Carrara, che dovrebbe essere la città della scultura e dell’arte. Non solo durante le biennali, ma anche dopo con la salvaguardia delle opere donate alla città”.