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Dai fiori delle Alpi Apuane ai fiori delle dune: nasce Apuan Gin. «Qualità e kilometro zero»

Dall'idea e la passione di Paolo ed Alessandro, due ragazzi massesi, nasce questo distillato made in Massa. «Si tratta di un gin super premium. La particolarità di questo gin è quella di essere apprezzabile da tutti i palati. L’idea originale era quella di raccogliere noi stessi le erbe da distillare. Tuttavia, per ovvie esigenze produttive e per garantire determinati standard qualitativi abbiamo deciso di rivolgerci a fornitori locali».

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MASSA – Le Alpi Apuane sono una miniera di fiori e piante. Sono tante le specie endemiche che crescono sulle pendici delle nostre montagne. Da alcune di queste erbe officinali e dalla mente di due giovani ragazzi massesi è nata una speciale varietà di gin, il distillato nato presso la scuola Medica Salernitana centinaia di anni fa. “Apuan Gin”, questo il nome che Paolo ed Alessandro hanno voluto dare alla loro creazione, nata da passioni comuni e un’amicizia che mette le radici ai tempi del liceo.

«Siamo amici dai tempi delle superiori, quando frequentavamo assieme il Liceo Classico Pellegrino Rossi. Da allora, nonostante due percorsi professionali molto diversi tra loro, – hanno raccontato alla Voce Apuana – abbiamo continuato a condividere le nostre passioni comuni, fra cui quella per il gin».

«Si tratta di un gin super premium. – ci hanno illustrato Paolo ed Alessandro – Per produrlo abbiamo volutamente deciso di non intraprendere la via amatoriale, ma di rivolgerci ad una delle migliori mastre distillatrici italiane. Questo ci ha garantito di avere alla base del distillato un prodotto di qualità estremamente elevata che poi abbiamo perfezionato, dopo un’attenta selezione, con le note che lo rendono speciale. La particolarità di questo gin è quella di essere apprezzabile da tutti i palati. In quest’ottica, abbiamo cercato di non renderlo troppo complesso, così che se da un lato l’intenditore è in grado di riconoscervi le note più particolari, dall’altro anche il meno esperto può facilmente percepirne il gusto aromatico derivante dalle botaniche presenti e che lo differenzia dagli altri in commercio».

Dalle bottiglie di gin nascoste sotto l’albero di Natale, a ritrovarsi impegnati in un processo creativo per cercare di trovare un’identità tutta loro, dai fiori apuani: «Il nostro interesse per il gin è nato qualche anno fa, quando abbiamo iniziato ad apprezzare questo tipo di distillato e a provarne sempre di nuove tipologie. Non di rado una bottiglia particolare è diventata il perfetto regalo di Natale per entrambi. Oggi il gin è un prodotto di tendenza, grazie alla sua innegabile versatilità e varietà, che riesce ad incontrare il gusto di palati anche molto differenti tra loro. Inoltre, rispetto ad altri super alcolici, era quello che meglio si prestava a processi di innovazione e sperimentazione, consentendoci di aromatizzarlo con botaniche locali. Questo per noi è stato l’aspetto più importante, in quanto ci ha permesso di coltivare una passione comune arricchendola con l’identità del nostro territorio».

Ma si sa, spesso le idee più belle nascono per gioco. Quasi per scherzo. Una conversazione buttata lì, mentre Paolo ed Alessandro si godevano una passeggiata in montagna. Ed eccoci qua, con la loro bellissima bottiglia di gin: «L’idea, come spesso accade, è nata per caso lo scorso anno durante un’uscita in montagna, mentre una guida ci descriveva la grande varietà di erbe officinali endemiche della nostra area. – spiegano i due ragazzi – Dopo aver decantato per qualche mese nelle nostre teste ha iniziato a rendersi sempre più concreta, trasformandosi gradualmente da idea folle nata per gioco in qualcosa di davvero realizzabile. Da quel momento è iniziato un lungo percorso di scelta delle botaniche che ha portato alla creazione del prodotto che oggi potete degustare. Il nostro obiettivo principale è sempre rimasto quello di divertirci, insieme, facendo una cosa che amiamo, cercando di trasferire la nostra passione alla comunità e, perché no, dare maggior visibilità al nostro territorio».

Il kilometro 0 è il mantra di Apuan Gin, ma senza rinunciare alla qualità del prodotto, che deve essere centrale in questo progetto: «L’idea originale era quella di raccogliere noi stessi le erbe da distillare. Tuttavia, per ovvie esigenze produttive e per garantire determinati standard qualitativi abbiamo deciso di rivolgerci a fornitori locali. Cerchiamo quindi di mantenere il concetto del kilometro zero, pur garantendo in questo modo una costanza al progetto e alla qualità del nostro gin».

Nel creare un distillato si devono affrontare scelte in fase di produzione, difficili da intraprendere per via delle varie sfumature difficili da cogliere. Ma anche il tasso alcolemico che si alza nel fare le prove: «Sicuramente la fase più divertente è stata quella della sperimentazione, fatta di numerosi assaggi per trovare la ricetta ideale. Abbiamo passato intere serate a testare, con e senza acqua tonica, i vari campioni, con una crescente difficoltà nel distinguere le singole sfumature di gusto a mano a mano che il numero di bicchieri aumentava (e con lui anche il nostro tasso alcolemico). Particolarmente complessa è stata la scelta dei fiori giusti da inserire nel distillato: entrambi non dimenticheremo facilmente la serata dedicata agli assaggi dei petali (ndr crudi)».

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