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Una targa a Cesarina Tosi e per le donne della Resistenza. De Pasquale: «Hanno salvato Carrara»

L'ha ritirata Giorgio Mori, partigiano combattente e marito di Cesarina: «Quelle ragazze rivendicavano un ruolo diverso nella società»

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CARRARA – Il Consiglio regionale della Toscana con il presidente Antonio Mazzeo, su input di Giacomo Bugliani e Roberta Crudeli, ha conferito una targa a Cesarina Tosi, in rappresentanza delle donne di Carrara che il VII Luglio 1944 si ribellarono all’oppressione Nazifascista. Ad annunciarlo è il sindaco di Carrara Francesco De Pasquale attraverso la sua pagina Facebook. “Insieme al presidente di Anpi Carrara e a Michele Palma ho partecipato con orgoglio alla cerimonia di consegna della targa nelle mani di Giorgio Mori, partigiano combattente e marito di Cesarina, che ha raccontato: “Prima di lasciarmi uscire mia moglie mi ha richiamato più volte, per assicurarsi che vi riferissi questo messaggio. Lei ha inteso questo riconoscimento come un premio a tutte le donne che hanno combattuto durante la Resistenza, anche portando i viveri per sfarmare la città nel corso della guerra. Forse non se ne rendevano conto ma lo slancio che animò la rivolta del VII Luglio fu liberatorio. Quelle ragazze rivendicavano un ruolo diverso nella società. Cesarina mi ha detto: Lo abbiamo fatto per noi ma soprattutto per la libertà di tutte le donne”.

“Ancora una volta – continua il sindaco -, Giorgio è stato illuminante. Aggiungo solo che questo riconoscimento è motivo di orgoglio per la nostra città. Carrara è fiera delle sue donne e di questa pagina della sua storia. Cesarina, Francesca e le altre sono un esempio per tutti noi e spero che le loro gesta possano essere di ispirazioni ai giovani e in particolare alle ragazze di oggi. Il nostro Comune, grazie al contributo di Anpi, è da sempre impegnato nel tramandare la memoria di questi eventi: in tempi di lotta per i diritti e per le pari opportunità, quale esempio migliore della rivolta del VII Luglio? Sì perché la nostra città è stata letteralmente salvata dalle donne: erano sole e prive di mezzi, provate da anni di guerra. Molte di loro, come la nostra Cesarina, erano giovanissime. Eppure hanno trovato il coraggio di opporsi allo sgombero ordinato dai nazifascisti, senza timore dei fucili puntati e delle rappresaglie. La rivolta di piazza delle Erbe ha segnato una svolta per nostra città e direi in generale per la lotta di Resistenza e la Liberazione del nostro paese”.

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