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Pioggia di milioni per riqualificare Massa: politica tra soddisfazione (bipartisan) e qualche critica

Obiettivi dell'investimento Casette e Filanda del Forno, la colonia Ugo Pisa e l'ex colonia Vercelli di Marina di Carrara

MASSA – «Bisognerà attendere il decreto interministeriale, che terrà conto anche delle volontà delle Regioni, ma molto probabilmente il progetto che riguarda Casette e Filanda del Forno a Massa per quasi 6 milioni di euro sarà finanziato. Così come sarà possibile finalmente riqualificare anche la Colonia Ugo Pisa a Marina di Massa con circa 15 milioni di euro. Inoltre è potenzialmente finanziabile anche il progetto di Carrara che riguarda la ex Colonia Vercelli per quasi 15 milioni di euro. Se quindi, come sembra, tutto andrà a buon fine si tratterà di un importante investimento di riqualificazione per tutto il nostro territorio del valore di circa 36 milioni di euro» così Martina Nardi Presidente della commissione Attività Produttive della Camera sul via libera ai suoi progetti sul territorio di Massa.

«In particolare per me è motivo di soddisfazione – aggiunge Nardi – che ci sia proprio il Progetto di Riqualificazione di Casette a Massa, perché si tratta di un intervento che avevo predisposto da vicesindaco e che la attuale amministrazione ha ripreso».

La notizia ha suscitato reazioni positive anche da parte della Lega Massa: «L’ammissione dei due progetti che il Comune ha presentato attraverso il bando nazionale Pinqua. non può che rendere felice tutta la città.
I 20 milioni di euro che arriveranno, infatti, potranno permettere la riqualifica di due strutture comunali di particolare pregio storico-architettonico da troppo tempo abbandonate al loro destino, che è stato fino ad ora, nei decenni scorsi, quello della fatiscenza e del degrado, restituendole alla comunità massese con le funzioni che più rendono loro merito: la colonia Ugo Pisa e la filanda di Forno. I lavori che si potranno intraprendere con questi finanziamenti permetteranno di poter avere delle importanti e significative migliorie in ambito sociale, turistico e di pari opportunità, migliorando l’offerta di alloggi in emergenza abitativa, di servizi alle persone diversamente abili, nonché nell’ambito della formazione, dello sport e della valorizzazione storica, culturale e ambientale di quanto il nostro territorio ci offre. La scelta dei due edifici non è stata casuale: si è voluto puntare a questi due interventi perché rappresentano entrambi le due zone che contraddistinguono maggiormente il nostro comune, la montagna e la costa, a dimostrazione che la nostra amministrazione è sensibile al rilancio e alla promozione territoriale sia di ciò che riguarda il mare che i monti.»

Ma non tutti sono entusiasti del risultato, e così Andrea Barotti, consigliere comunale Arcipelago Massa, commenta: «Dal Mit arriveranno venti milioni di euro, l’esito non mi ha esaltato particolarmente in primo luogo perché, stante la situazione in cui versa la città e le risorse a disposizione, avremmo potuto presentare ulteriori progetti e magari conseguire finanziamenti più pesanti. Basti pensare che Pistoia otterrà ben 40 milioni; ed ancora, alcuni interventi, come questa amministrazione ci ha abituato, sono il risultato di “scavi archeologici” nei cassetti del Comune, mi
riferisco all’Ugo Pisa, alla Filanda, alle Casette. Spero che l’amministrazione Persiani abbia corretto quegli errori di valutazione di cui erano viziati, tanto da determinarne l’abbandono. Riprendere idee del passato, magari
anche rimaneggiarle, non è proprio il massimo dello sforzo tenendo conto della necessità di costruire, grazie alla generosità Europea ed al Pnrr, il futuro della città. Il sindaco si loda sostenendo di aver saputo cogliere un’occasione ma, in realtà, non è stata utilizzata al meglio poiché sono stati tolti spazi, non recuperabili, alla formazione. La politica deve occuparsi del lavoro, deve creare le condizioni per restituire dignità ai giovani. Persiani e l’assessore Guidi forse immaginano che i nostri ragazzi si trasferiranno a Firenze, Milano, Brescia per dotarsi di un bagaglio di conoscenze ed esperienze adeguato senza domandarsi se poi torneranno a Massa. Gli spazi ricreativi si potevano, razionalmente, creare in altri edifici e mi riferisco, ad esempio, all’ex deposito Cat con annesso giardino ducale che, invece, è oggetto di una gara di idee perché l’amministrazione non ha idea di cosa farci e neppure i soldi.»