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La bandiera “NoCav” di Apuane Libere sventola sulla cima del Monte Bianco

AOSTA – Ore 6.37 di giovedì 22 luglio, sulla cima del Monte Bianco arriva la bandiera NOCAV, trasportata in bicicletta da Firenze ai 4810 metri del tetto d’Europa da Francesco Bruschi e Francesco Tomè, dell’associazione Apuane Libere, per quasi 600 chilometri di strada tra mare, pianure, colline e montagne.

«Tutte le forti emozioni e i momenti indimenticabili – spiegano quelli di Apuane Libere – che i nostri militanti hanno registrato con videocamere e droni, andranno a costituire un fantastico film che racconterà nei dettagli questa carezza lunga quattro giorni che i due ventenni hanno voluto regalare alle nostre amate montagne martiri: quelle Alpi Apuane, così vigliaccamente messe a reddito per la sete di profitto di poche ditte private autorizzate da avide amministrazioni comunali».

«Con questa nostra piccola impresa – spiega uno dei soci fondatori di Apuane Libere, Francesco Tomè – vogliamo affermare di non essere d’accordo con l’imperante visione della montagna, vista dai più come una sorta di luna park dove tutto è permesso. È bene che anche chi frequenta questi bellissimi ma delicati ambienti, dalle alte quote a livello internazionale alle cime a noi più vicine, faccia la propria parte, mettendosi in testa, che battersi per la tutela dell’ambiente montano è un dovere civico, etico e morale imprescindibile per ogni alpinista o escursionista in qualunque angolo del pianeta».

«Tutto il consiglio direttivo di Apuane Libere – assieme ai propri soci, volontari e informatori – vuole ringraziare questi due giovani atleti-attivisti dal cuore grande, per aver portato a termine questa loro epica impresa, non solo mai tentata prima, ma ambientalmente sostenibile e politicamente impegnata contro la distruzione».