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A corsa da Massa a Ravenna in sette giorni: tre amici runners attraversano la ‘Linea Gotica’ foto

Un percorso di 420 chilometri e 20mila metri di dislivello: è l'avventura dei bolognesi Flavio Michelon, Antonio Palmerio e Matteo d'Arco, tra i sentieri selvaggi delle Apuane, dell'Appennino Toscano, Emiliano e Romagnolo

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MASSA-CARRARA – Da Massa a Ravenna a corsa, in sette giorni. Dal Tirreno all’Adriatico, percorrendo la linea gotica: un percorso di 420 chilometri e 20mila metri di dislivello. E’ stata l’avventura di Flavio Michelon e dei suoi compagni di viaggio, Antonio Palmerio e Matteo d’Arco, tra i sentieri selvaggi delle Apuane, dell’Appennino Toscano, Emiliano e Romagnolo. Flavio lo sport ce l’ha nel sangue: ha praticato il running, la bicicletta ed altri sport di endurance. Così, quando nell’ultimo anno a causa del covid sono state cancellate tutte le gare, ha proposto una sfida ai suoi amici: “quella di attraversare l’Italia a corsa in modo autosufficiente, senza bisogno di un’organizzazione specifica”. “Abbiamo trovato la linea Gotica – spiega – che collega il Tirreno all’Adriatico, parte da Massa e arriva a Ravenna: qui c’è un percorso di trekking che riprende la linea del fronte della seconda guerra mondiale. Un percorso storico, bello e vario, che parte dal mare, attraversa parchi regionali fino ad arrivare di nuovo al mare. Io sono stato il corridore che ha corso dall’inizio alla fine – spiega – mentre i miei due compagni si sono alternati nel darmi supporto: un giorno sì e uno no correvano al mio fianco e mi davano “il ritmo” di giornata”.

Generico luglio 2021

Nei loro sette giorni di viaggio, Flavio, Antonio e Matteo hanno alloggiato in rifugi – se in quel momento si trovavano lontano dalla città – e in Bed&Breakfast. “E quasi mai abbiamo pagato – confessano -. Perché la gente, quando veniva a conoscenza di questa esperienza, era così contenta e affascinata che decideva di sponsorizzarci”.

I tre si sono organizzati con un’auto di supporto, che in certi set point forniva dava acqua, sali e nuovi indumenti. “Abbiamo scelto un partner di auto elettriche – spiegano infine – volevamo che la nostra avventura fosse il più pulita possibile anche a livello ecologico”.

 

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