Quantcast
LiguriaNews Genova24 Levante News Città della Spezia Voce Apuana

Pane in memoria di Giovanni Drago alle famiglie bisognose, chili distribuiti anche a Massa

MASSA – Chili di pane distribuiti quotidianamente in memoria della generosità di Giovanni Drago (54 anni) uno dei titolari della panetteria Drago di Forte di Marmi, fornai da generazioni. «Fino a poco tempo fa portavamo il pane al santuario dei Quercioli affinché fosse donato alle famiglie in difficoltà – spiega Stefania Pucci, operatrice del panificio di Forte dei Marmi, costola di quello di Massa – . Un gesto quotidiano che facevamo da sempre, anche con il nostro congiunto Giovanni, purtroppo venuto a mancare lo scorso mese di ottobre. Ci siamo resi conto che al santuario i volontari incontravano troppe difficoltà nella distribuzione del pane, anche perché non potevamo portarlo prima delle 14, orario di chiusura del panificio. Ci dispiaceva buttare il pane, ricordando poi la generosità di Giovanni e quanto teneva a questo progetto. Abbiamo avuto la fortuna di incontrare un giovane volenteroso, Daniele Tarantino, il quale, grazie alla sua associazione InSieme, ci consente di arrivare direttamente alle famiglie. E sono tante le famiglie che l’associazione conforta con pacchi alimentari e distribuzione quotidiana del pane. Avevo in mente di creare io stessa un’associazione e chiamarla “Pane quotidiano Giovanni Drago” ma poi, conoscendo l’opera di InSieme, va bene così, va bene collaborare con loro. A noi dispiace buttare anche il pane raffermo e grazie alla rete creata dall’associazione, riusciamo a consegnarlo ad alcuni contadini che allevano animali. In questo modo otteniamo qualcosa in cambio per arricchire i pacchi alimentari con uova, frutta e verdure di campo. Questa si chiama rete di solidarietà e dobbiamo prenderne atto».

Insomma, un bel progetto utile alla collettività. «La realtà di Massa non è delle migliori – aggiunge Stefania -. Ci sono famiglie che devono scegliere se comprare il pane o il latte e che vivono nell’ombra, per dignità. Con l’associazione InSieme e Ardelia Pucci, madre di Giovanni, vorremmo ampliare la rete di solidarietà che si è creata, perché sappiamo che c’è bisogno».