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La presa della “pastiglia” dell’ex-governatore Enrico Rossi

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Vi ricordate “Matrix”? All’inizio del film, capolavoro senza tempo, a un certo punto Morpheus va dal protagonista Neo e gli chiede di scegliere tra la pillola azzurra e la pillola rossa: «Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa: resti nel paese della “meraviglie” e vedrai quanto è profonda la tana del bianconiglio» disse Morpheus. Inutile dire cosa scelse Neo. Ecco, diciamo che se questa possibilità di scegliere fosse stata posta all’ex-governatore della Toscana, Enrico Rossi, lui avrebbe scelto la pillola, anzi… la “pastiglia”, azzurra. Quella che permette di vivere in una finta tranquillità, in un mondo illusorio in cui si ignorano le cose davvero importanti e quelle che non vanno. Insomma quella pastiglia che ti permette di scegliere la strada più facile al costo di cosa? Beh, di rinunciare alla Libertà, naturalmente.

Bene, questa premessa per dire cosa? Questa mattina l’ex-governatore ha pubblicato sulla sua pagina Facebook due post: uno per esaltare il 14 luglio, anniversario della Rivoluzione Francese, della presa della Bastiglia, per esaltare la Libertà e l’Uguaglianza, parole d’ordine di quell’evento storico. L’altro post, invece, per esaltare le misure di limitazione della Libertà annunciate dal presidente francese Emmanuel Macron per i non vaccinati contro il coronavirus. In questo secondo post Rossi ha scritto testualmente: «Di fronte alla ripresa dei contagi della variante del virus io apprezzo molto l’iniziativa di Macron che pone l’obbligo della vaccinazione per accedere alla vita sociale».

Alla lettura di tale post mi sono permesso, sommessamente e gentilmente, di far notare all’ex-governatore, attraverso un commento, che vietare la vita sociale ai non vaccinati potrebbe essere anti-costituzionale. Lui non ha neanche lontanamente posto il problema. Neanche il minimo dubbio. Dritto, diretto e fideistico. E già questa è una cosa che ritengo grave. Successivamente gli ho consigliato di ripetere quelle sue parole in maniera ancora più forte affinché chi si sente veramente di sinistra possa comprendere finalmente che lui di sinistra (vera) ha ben poco. Quel commento ha avuta vita breve e il sottoscritto è stato bannato, cacciato, da quella pagina.

Per carità, anche il mio commento è stato diretto e senza troppi giri di parole (ma non fideistico e senza alcuna offesa), e finalizzato ad accendere una discussione, un dibattito vero e franco. Che è quello che manca e quello che questo giornale nel suo piccolo sta cercando di attivare (anche pubblicando un articolo tipo QUESTO, che contiene domande sacrosante che nessuno pone). Dibattito immediatamente soppresso da Rossi. Probabilmente quel mio umilissimo commento è stato ritenuto talmente pericoloso da poter far ragionare qualche mente libera.

Per concludere, voglio chiarire che ho voluto parlare di questo fatto che mi riguarda per rendere pubblico il grado di democrazia e pluralismo che contraddistingue chi si definisce democratico e difensore della nostra Costituzione. Nel giorno in cui quella stessa persona esalta la Libertà conquistata con la Rivoluzione Francese. Io ci vedo una contraddizione e penso sia giusto che la gente sappia. Ah, quasi dimenticavo: gentile ex-governatore Rossi, su queste pagine libere una eventuale sua replica sarà ben accetta e pubblicata per intero. Senza censure.

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