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«Allarme alla Rsa Pelù: mancano operatori sanitari e ci sono 18 pazienti non autosufficienti»

Il segretario della Uil Fpl, Claudio Salvadori: «Bisogna ripristinare l'Oss di supporto al mattino»

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MASSA – “Bene il passo indietro del commissario di Casa Ascoli sul turno notturno infermieristico alla Rsa Pelù, grazie alle segnalazioni della Uil Fpl. Questo però non risolve le gravi carenze di organico che permangono all’interno della struttura, in particolare fra gli operatori socio sanitari, stando a quanto ci viene riferito. Mancanze che mettono a rischio la salute degli ospiti e degli stessi lavoratori”. Numeri alla mano, il segretario della Uil Fpl Claudio Salvadori mette sotto i riflettori i problemi che riguardano la gestione di Casa Ascoli, società interamente partecipata del Comune di Massa, per quanto riguarda la Rsa Ezio Pelù.

“La situazione è al limite del collasso, per una serie di scelte che derivano anche dal passato e hanno portato a un sistema ormai fuori controllo: su Casa Ascoli per meno di 30 dipendenti in servizio ci sono 3 cooperative, 4 se contiamo anche la cucina. Alcuni dipendenti comunali e gli infermieri sono pure interinali. Questo mentre alla Pelù gli ospiti arrivano a pagare rette fino a 3.000 euro al mese. E’ paradossale”. L’intenzione della Uil Fpl è andare a fondo della vicenda, anche alla luce del commissariamento dell’azienda e delle enormi perdite registrate a bilancio. Un’analisi che parte dal primo piano della Pelù, dove opera la cooperativa Compass con 11 Oss, 7 infermieri, 1 fisioterapista, 1 segretario e 1 magazziniere. Al piano terra c’è invece la cooperativa Di Vittorio.

“Chiediamo al commissario il ripristino della figura Oss in aiuto ai due operatori socio sanitari durante il turno del mattino, dove con l’attuale organico e malgrado il massimo impegno degli operatori, la tipologia degli ospiti attualmente in struttura necessitano di una mole di lavoro tale che non permette di espletare tutte le mansioni di reparto nei tempi necessari ad erogare una adeguata assistenza agli ospiti. Le richieste dei lavoratori devono essere accolte con urgenza”, continua Salvadori che poi entra nel merito della situazione Oss al primo piano della Pelù: “Al momento ci sono 18 pazienti, nessuno autosufficiente. Solo uno riesce a malapena a muoversi. Sette hanno bisogno di un sollevatore per i trasferimenti dal letto alla carrozzina e viceversa e per il cambio pannolone. Tre ospiti hanno una gastrostomia endoscopica percutanea, uno è tracheotomizzato.  Sono presenti pazienti con cateteri vescicali.  La maggior parte non si alimenta autonomamente, ma ha bisogno dell’aiuto costante  dell’operatore; per cena la metà di loro mangia in camera. Tre ospiti necessitano di isolamento da contatto in quanto affetti da germi multiresistenti; questo  ovviamente comporta la messa in atto di procedure come il percorso sporco pulito, vestizione e svestizione,  smaltimento dei rifiuti speciali”.

Una situazione complicata che è andata peggiorando dal 23 maggio, quando è stato tolto l’operatore di supporto nell’orario dalle 7 alle 11. “Tutto ciò ha comportato un enorme disagio per gli operatori nello svolgimento delle varie mansioni di reparto, e per i pazienti in quanto non è stato più  possibile assicurare l’adeguato servizio. Meno tempo da dedicare ad ogni ospite e questo si traduce nell’erogare un assistenza di base scarsa – incalza il segretario della Uil Fpl -. In reparto la maggior parte dei pazienti necessita, come da valutazione del fisioterapista, di due operatori  per la movimentazione, per l’igiene e per il bagno, ma spesso viene eseguita da un solo operatore in quanto il tempo è poco e i pazienti dovrebbero essere  pronti per la colazione alle 8.30. Senza contare che l’assenza del supporto la mattina implica un sovraccarico di lavoro per quelli in servizio notturno: “Si capisce che lavoro non è più in sicurezza, né per i dipendenti né per gli ospiti. Per questo chiediamo il ripristino dell’aiuto: due soli operatori non possono espletare tutte le mansioni di reparto nei tempi necessari. Altrimenti non è possibile nemmeno garantire la sorveglianza in caso di visite dei familiari degli ospiti allettati. Serve un tavolo urgente per discutere e risolvere tutte le criticità”.

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