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Goletta verde alla Fossa Maestra: «Al posto dei sentieri e dei nidi d’uccelli ha trovato camper e auto»

Legambiente Carrara: «Abbiamo chiesto bonifiche subito per il nostro SIN e detto no alla tombatura della foce del Carrione»

CARRARA – “Nell’estate del 1999, Goletta verde di Legambiente arriva al largo della nostra costa e due scialuppe guadagnano la riva davanti alla Fossa Maestra. Là, nell’area umida, si erge lo scheletro di un Residence abusivo, un piccolo ecomostro che un manipolo di ambientalisti, che aspetta sulla riva sventolando le bandiere gialle col cigno, vuole da tempo abbattere. Luglio 2021: Goletta verde, nel suo viaggio lungo le coste italiane per verificare la qualità delle nostre acque, torna a Carrara”. E’ Legambiente a raccontare i tre giorni di permanenza (5-6-7 luglio) a Marina di Carrara dei rappresentanti di Goletta verde, dal nome della storica campagna estiva dell’associazione a difesa delle acque e delle coste italiane.

“Abbiamo chiesto bonifiche subito per il nostro SIN – spiega Legambiente – e detto no alla tombatura della foce del Carrione, ma il pensiero dei marinai è andato anche a quell’area umida dove lo scheletro dell’ecomostro è stato abbattuto grazie alla nostra tenacia; purtroppo, però, causa un oscuro intreccio di interessi affaristici, al posto delle dune, dei sentieri e dei nidi d’uccelli promessi, hanno trovato un odioso parcheggio, brulicante di camper e di auto. Questa è una storia che ci brucia, e vogliamo approfittare di questa occasione per ricordare, in sintesi quello che è stato, e chiedere con forza all’Amministrazione il mantenimento di una promessa”.

“Per capire bene la vicenda della Fossa Maestra – continua l’associazione – occorre fare un “rapido” salto indietro fino al 1992 quando il Comune di Carrara rilascia, illegittimamente, alla società Marina Mare, la concessione per la costruzione di un Residence alla Fossa Maestra. Che la concessione sia stata illegittima lo sancisce nel 1996, a seguito di un esposto di Legambiente e Verdi, la Cassazione penale che, per di più, nega la buona fede anche dei costruttori i quali erano a conoscenza del fatto che la destinazione urbanistica dell’area non consentisse la costruzione di Residence. Da questo illecito iniziale conseguono molti aspetti curiosi e altrimenti inspiegabili della vicenda. Diventata, grazie alle battaglie di Legambiente, invariante strutturale del territorio costiero nel Piano regolatore “Pontuale” approvato nel 1998, con destinazione finalizzata alla ricostruzione di ambienti naturali umidi costieri,  l’area sembra perciò destinata ad un roseo futuro anche perché nel 2000 viene recepito nel Piano particolareggiato dell’arenile il progetto promosso da Legambiente e fatto proprio da Comune, Amia e Arpat, che prevede appunto la realizzazione di un’area verde umida costiera con sentieri per la fruizione e di un fitodepuratore per migliorare la qualità delle acque della Fossa Maestra, in modo da rendere stabilmente balneabile il tratto di mare antistante la foce. Dopo una lunga ed estenuante battaglia il rudere del Residence viene definitivamente abbattuto nel 2003: una bella vittoria per la città”.

“Curiosamente – raccontano ancora da Legambiente – l’ordinanza di demolizione non viene emanata per illegittimità del manufatto, ma perché i proprietari non hanno ultimato i lavori nei termini della concessione (sic!) e perchè lo scheletro in cemento deturpa il decoro cittadino. Inoltre, invece di acquisire gratuitamente l’area del rudere, come di legge, il comune non lo fa, senza preoccuparsi del danno erariale per la cittadinanza e senza tenere in alcun conto gli inviti di Legambiente in tal senso. Nel frattempo, come abbiamo denunciato più volte sulla stampa, parte dell’area viene acquisita, quantunque inedificabile, dalla moglie di un esponente politico socialista. Nel 2006, la Variante al Piano dell’arenile prevede che una porzione delle aree comprate diventi parcheggio privato, ignorando l’opposizione di Legambiente che nelle sue osservazioni rilevava come tale destinazione fosse incompatibile con un’area umida e risultasse in palese e grave contrasto con le disposizioni del piano regolatore generale ossia il piano strutturale Pontuale”.

E poi arriva “il colpo grosso”. “La Variante al Piano strutturale del 2009 (definitivamente approvata nel 2012) dove l’area umida viene cancellata dalle invarianti e inserita nella Utoe 2 dell’Arenile con possibilità di attrezzature turistiche “di basso impatto ambientale”. Questa volta l’esponente socialista è presidente della Commissione urbanistica e vota la variante in favore di sua moglie. Su tutta questa vicenda – spiegano dall’associazione – Legambiente presenta anche un esposto alla Procura della Repubblica (21 marzo 2011), successivamente integrato (3 maggio 2012), con il quale si chiede di verificare se fossero ravvisabili illeciti o ipotesi di reato a carico del politico socialista (nella sua duplice veste di Presidente della Commissione che approva la variante e marito della beneficiaria della variante stessa). Purtroppo l’indagine non risulta portata a termine e l’eventuale reato andrà in prescrizione. Noi non molliamo. Noi, nonostante le battute d’arresto e le opache complicità, su questa vicenda non abbiamo mai mollato e non lo faremo certo oggi. Nel febbraio del 2017 il Consiglio comunale approva una mozione degli allora consiglieri comunali del Movimento 5 stelle che impegna il Sindaco ad avviare l’adeguamento degli strumenti urbanistici per reinserire l’area nelle “zone umide” e realizzare il progetto ispirato da Legambiente. Due dei consiglieri 5 stelle di allora sono oggi il Sindaco e il Vice Sindaco della nostra città e nel programma elettorale con cui hanno vinto le elezioni della primavera 2017 troviamo scritto “Destinazione a Parco fluviale dell’Area umida della Fossa Maestra come da delibera approvata dal Consiglio comunale”.”

Oggi chiediamo con forza – concludono – che realizzino quanto promesso in modo che, quando Goletta verde tornerà a Carrara in futuro, possa finalmente trovare realizzata l’area umida retrodunale”.