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Missione “resuscitatore”: a Massa-Carrara i corsi di primo soccorso per gli studenti. E una proposta al governo foto

Da un'idea del cardiologo Fabio Costantino, l'Ordine dei medici della provincia chiederà a Roma di «istituire, a lato del conseguimento della patente di guida, un corso di istruzione al Bls-D»

MASSA – La morte cardiaca improvvisa è «la bestia nera dei cardiologi: l’emergenza delle emergenze». In Europa, ogni anno, uccide 400mila persone. In Italia 60mila: 275 decessi al giorno, 11 all’ora. E senza un adeguato e immediato intervento di supporto in attesa dei soccorsi, le possibilità di sopravvivenza si attestano su un 8%. Questi sono i dati. Poi c’è una conversazione udita per caso, nei pressi di un’autoscuola di Massa. Il dottor Fabio Costantino, cardiologo operante a Massa-Carrara, è fermo in macchina, col finestrino abbassato. Due ragazzini stanno litigando e un uomo, probabilmente il titolare dell’autoscuola, interviene per placare gli animi: «Non litigate troppo, perché altrimenti poi mi tocca rianimarvi». E’ così che a Costantino viene l’idea di proporre all’ordine dei medici della provincia un progetto di formazione in tema di primo soccorso in caso di arresto cardiaco. “Più formi, più salvi”: questo il titolo del progetto, che si compone di due proposte: una di respiro nazionale, quella di istituire, a lato del conseguimento della patente di guida, un corso di istruzione al Bls-D per imparare il primo soccorso; l’altra è provinciale, e prevede corsi di formazione per gli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori. «Abbiamo messo in campo tutte le forze locali – ha spiegato il presidente dell’ordine dei medici di Massa-Carrara, Carlo Manfredi, durante la conferenza stampa di presentazione del progetto a Palazzo Ducale – La celerità nel soccorso è quella che fa la differenza, ed è importante che chi si trova in prossimità della persona colpita sia in grado di mettere in campo le prime manovre, che possono risultare decisive».

Alla realizzazione del progetto collaborerà, nella sua veste istituzionale, il presidente della provincia Gianni Lorenzetti: «E’ importante mantenere il focus sulle malattie cardiovascolari – ha commentato – Ogni anno sono circa 230mila le persone che muoiono di questa malattia. Ultimamente sembra che si muoia solo di covid. Se venisse fornito un bollettino anche sulle malattie cardiovascolari, probabilmente ci si preoccuperebbe un po’ di più del problema». La parola è poi passata a quelle che Lorenzetti definisce «le due eccellenze di riferimento del territorio»: Fondazione Monasterio e Ospedale delle Apuane. A rappresentare la prima, il dg Marco Torre e il direttore dell’unità di Cardiologia Sergio Berti. «La formazione è un investimento che ci impegna da diverso tempo per garantire la crescita delle competenze del personale» ha detto Torre, sottolineando poi come «il cittadino – al centro del progetto – sia sempre di più parte attiva e promotore della salute».  «Il problema dell’arresto cardiaco è complesso, anche perché colpisce persone in pieno benessere, il caso del giocatore danese Eriksen lo dimostra – ha fatto notare invece Berti -. Qui non parliamo di minuti, ma di secondi, e sappiamo che per quanto siano rapidi i sistemi di emergenza-urgenza,  passano sempre quei 12 minuti che non sono accettabili per un paziente in arresto cardiaco. E’ necessario avere quindi un numero di persone cosiddette “laiche” che siano in grado di fare l’Abc della rianimazione, per mantenere il paziente in vita nell’attesa che arrivino i soccorsi».

Cosimo Andriani, collaboratore dell’unità di cardiologia del Noa, è fiducioso che «il progetto contribuisca a ridurre la mortalità e la morbilità nella popolazione». Sono frequenti, infatti, i casi di danni secondari di tipo neurologico irreversibili a seguito di un arresto cardiaco. Con un intervento tempestivo, anche questo rischio andrebbe a ridursi. «E’ molto valida anche l’idea di partire dalle scuole – ha aggiunto Andriani – quindi dai più giovani, che sono i più propensi ad apprendere».

La speciale equipe che darà corpo al progetto potrà contare sulla collaborazione delle associazioni del territorio, tra cui la Misericordia e la Croce Bianca di Massa-Carrara. «Formare non è mai abbastanza, per cui ci sentiamo in dovere, come associazione di volontariato, di renderci disponibili per quanto riguarda la formazione del cittadino – ha detto il presidente di Misericordia Massa-Carrara Bruno Ciuffi -. Il nostro primo punto di riferimento sono i medici: sono loro che ci forniscono le nozioni di base per intervenire sul territorio. Quello che possiamo fare noi, nel nostro piccolo, è semplicemente esserci».

Ed anche il presidente del 118 di Massa-Carrara, Roberto Vatteroni, ha dato la sua piena disponibilità, nonostante le note problematiche di carenza del personale, uno dei temi oggetto di dibattito negli ultimi mesi. A garantire il loro contributo ci saranno sicuramente le dottoresse Maria Laura Valcelli e Alessandra Landini. Quest’ultima si occupa di formazione da 15 anni: «Il Bls-D è stato una svolta, probabilmente accelerata dal dramma del calciatore Morosini nel 2012. Quello è stato un momento drammatico per tutti noi, perché ci siamo resi conto che l’Italia stava a zero. Da allora, per fortuna, l’ambito del volontariato si è sensibilizzato e si è passati al Bls-D con l’utilizzo del Dae».

«E’ importante che, quando una persona va in arresto cardiaco, ci sia qualcuno pronto ad intervenire – ha sottolineato Valcelli – I tempi di arrivo nella nostra zona non sono troppo lunghi, ma qualche minuto passa sicuramente. A volte ci capita di far ripartire il cuore, ma purtroppo, a volte, si verificano danni cerebrali irreversibili. E’ importante che entri in ognuno di noi la cultura della rianimazione cardiopolmonare: un massaggio cardiaco fatto bene può davvero salvare una vita».