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Nuovo Bike sharing Massa: «Un fallimento annunciato. Il progetto va bloccato»

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MASSA – Massa Città in Comune si esprime sull’affidamento diretto del progetto di Bike Sharing del Comune di Massa (Massa-Carrara) alla società Bicincittà srl: «Potrebbe essere un fallimento annunciato. Non lo diciamo per la penosa situazione della nuovissima ciclabile di via Carducci ma perché facendo una semplicissima ricerca, su un noto motore, abbiamo scoperto una storia di fallimenti e disservizi. E’ notizia di questi giorni che Cremona non rinnoverà il contratto a Bicincittà nonostante quasi dieci anni fa abbia lanciato il servizio di bicicletta condivisa. Novara l’aveva anticipata questo inverno, non rinnovando la concessione, dopo una continua serie di disservizi. Lodi, Biella, Genova, Busto Arsizi, ma anche Sarzana sono altre città dove il bike sharing di Bicincittà non ha trovato un territorio fertile alla mobilità in bici. Terni aveva un contratto a 12 anni gratuito con la concessione a Bicincittà di spazi pubblicitari di 300 mq, ma i disservizi erano molti: bici rubate, mezzi con ruote sgonfie o bucate. Trieste non ha rinnovato il servizio per procedere alla ripubblicizzazione con integrazione al tpl.»

«Ma forse il caso più eclatante è quello di Montecatini – continua MiC – dove il presidente di Bicincittà rischia il rinvio a giudizio per inadempimento di contratto di fornitura pubblica e un dipendente comunale il rinvio per abuso d’ufficio. A Montecatini sembrerebbe che il servizio non sia mai partito con le forniture di mezzi previste. A questo punto ci chiediamo se il Comune di Massa abbia effettuato controlli preliminari sull’azienda che dovrebbe implementare il progetto “Bike Sharing Massa” alla luce della sua storia aziendale e delle esperienze pregresse di altre amministrazioni comunali. Il progetto di bicicletta condivisa è inserito nel Piano delle Opere, dunque uno dei fiori all’occhiello dell’azione amministrativa di Persiani e Guidi. Ci aspettiamo che il progetto venga bloccato per ripensarlo completamente magari costruendo con quei soldi qualche vera posta ciclabile.»

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