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«Il trasferimento di classi del liceo delle Scienze umane al Repetti tutela l’interesse di pochi»

Il presidente del Consiglio d'istituto Raffaele Parrini: «Abbiamo assistito in questi giorni a prese di posizione a dir poco "ottocentesche"»

CARRARA – «Nel merito delle vicende riguardanti le problematiche dell’Istituto Montessori-Repetti ho atteso le conclusioni del tavolo istituzionale svoltosi presso l’amministrazione provinciale per esprimere un compiuto giudizio e una valutazione complessiva». Inizia così l’intervento del presidente del Consiglio d’istituto, Raffaele Parrini. «Il mio ruolo di presidente del Consiglio di istituto mi imponeva di collaborare per una soluzione efficace e condivisa. Giudico positivamente l’impegno dell’amministrazione provinciale relativamente alla volontà politica espressa di realizzare nei tempi previsti dalle norme vigenti una nuova ala del Liceo delle Scienze Umane e una ristrutturazione della attuale sede. Questo obiettivo si andrà a realizzare in tempi medio lunghi circa 3-4 anni ma rappresenta un punto significativo nella programmazione e nel futuro dell’Istituto».

«Ritengo invece – evidenzia Parrini – che la soluzione cosiddetta “provvisoria” in attesa che tale prospettiva si realizzi che prevede lo “smembramento” della comunità scolastica del Liceo delle Scienze Umane con il trasferimento di alcune classi al Repetti sia profondamente lesiva della offerta formativa dell’Istituto e soprattutto non supportata da criteri e priorità oggettivi ma frutto di valutazioni fatte nel tutelare l’interesse di pochi a discapito di quello di molti. Abbiamo assistito in questi giorni a prese di posizione a dir poco “ottocentesche” volte a tutelare piccoli interessi adducendo presunte violazioni di identità».

«L’identità di scuola – conclude Parrini – la fanno le studentesse e gli studenti, il corpo docente, il personale Ata, le politiche educative e la didattica, non certamente quattro mura. Invito pertanto la dirigente scolastica, le istituzioni e tutta la comunità scolastica a una riflessione in tal senso convinto che la “scuola” sia il futuro dei nostri figli e non un tirare a campare».