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Il Luna Park in zona industriale mette d’accordo sindacati e Confindustria: «Scelta incomprensibile»

Gli interventi dell’opposizione massese, la Fiom Cgil e l’associazione industriali: tutti contro la decisione dell’amministrazione Persiani

MASSA – “Potevano chiamarlo Jurassic Park: l’idea di piazzare un luna park in piena zona industriale è davvero incredibile”. E’ il commento dei consiglieri del Pd di Massa Gabriele Cairoli, Stefano Alberti, Giovanni Giusti e Alessandro Volpi alla decisione del Comune di Massa di autorizzare l’insediamento della zona ludica in zona industriale. “Nel cuore del sistema produttivo massese – fanno notare i consiglieri – vicino ad attività importanti come i cantieri San Lorenzo e altre realtà di primo piano che certo saranno danneggiate dalla situazione convulsa inevitabilmente legata alla presenza del luna park. La logistica di una zona industriale è un fenomeno complesso che finisce per essere stravolto dall’inserimento di un elemento estraneo come un luna park rispetto al quale peraltro sorgono spontanee alcune domande”.

“Come è stato possibile – si chiedono i consiglieri – autorizzare in un’area urbanisticamente definita come industriale un lunapark? Come è stata giustificata l’eventuale deroga? Si tratta di un’area pienamente bonificata? Sono garantite tutte le condizioni di sicurezza? In sintesi ci troviamo di fronte all’ennesimo pasticcio che certo non giova al rilancio della zona industriale, ma probabilmente non dispiace ai proprietari del terreno in questione. Verrebbe da aggiungere che la pessima scelta è aggravata dalla vicinanza al casello autostradale, a rischio congestione, al Noa e al centro commerciale. Era davvero difficile fare peggio, a meno di non portare qualche dinosauro”.

La Fiom Cgil: “Siamo sconcertati”
E sull’argomento interviene anche la Fiom-Cgil: “Apprendiamo con un certo stupore l’insediamento di un Luna Park all’interno dell’area ex Dalmine. Non ce ne vogliano i giostrai, colpiti dalla pandemia duramente, per i quali ovviamente riconosciamo il diritto di svolgere la loro attività, ma insediare all’interno di un’area industriale dove sono occupati migliaia di lavoratori e lavoratrici ci lascia a dir poco sconcertati. L’insediamento di un parco di divertimenti in prossimità di una zona destinata alla cantieristica navale e di alcuni tra i più importanti stabilimenti della provincia – evidenzia il sindacato – crea non pochi problemi e disagi a tutta la parte legata alla logistica. Ci domandiamo, con molta preoccupazione, quale sia la visione strategica dell’amministrazione comunale rispetto alla zona industriale e se vi sia o meno la volontà di procedere speditamente verso il suo rilancio”.

“Le scelte di investire, o di continuare a farlo per chi già presente – prosegue la Fiom – su una provincia colpita da una crisi occupazionale molto pesante sono legate in modo inequivocabile alle scelte di pianificazione del territorio. La logistica, da questo punto di vista, considerata la vicinanza allo snodo autostradale e al vicino porto di Marina di Carrara, diventa un aspetto centrale all’interno delle scelte strategiche delle varie realtà industriali. Abbiamo pertanto il timore che tali decisioni, inserite all’interno di un progetto più ampio che sembra coinvolgere anche l’area ex Gesco e lo snodo di via Dorsale, diano un pessimo messaggio a chi ha deciso di investire e creare occupazione. Abbiamo imparato negli anni, qualora ce ne fossimo già dimenticati, che il nostro territorio non può prescindere da una zona industriale all’interno della quale la meccanica e la nautica hanno sempre giocato un ruolo da protagonisti. Abbiamo la necessità come territorio di creare le condizioni per attrarre investimenti, non di mandare segnali che vadano nella direzione diametralmente opposta. Abbiamo bisogno dell’industria, abbiamo bisogno di creare posti di lavoro di qualità, stabili e sicuri”.

Confindustria: “Poche aree disponibili e adesso arriva anche il Luna Park”
“Abbiamo notizia che già 5 proposte di imprese che volevano insediarsi con attività metalmeccaniche di varia natura hanno dovuto rinunciare per la mancanza di spazi adeguati in Zona Industriale Apuana. È per questo che riteniamo che sia una assoluta necessità mantenere e valorizzare al meglio quelle aree che dovrebbero essere destinate ad ospitare insediamenti di natura produttiva, perché il futuro della zona industriale è e deve essere l’industria manifatturiera e di tutte quelle attività volte alla sua valorizzazione. Un futuro già messo in grande difficoltà dal mancato completamento delle bonifiche ambientali. Per questo la presenza di un Luna Park in piena Zona Industriale ci sembra una scelta discutibile, anche se fortunatamente solo temporanea” questo l’allarme lanciato da Confindustria Massa-Carrara.

“Un Luna Park all’interno di una zona industriale (ex area Dalmine) – spiegano da Confindustria – è indubbiamente una scelta discutibile, poiché con la sua presenza, seppur temporanea (almeno questo è l’auspicio), rischia di creare disagio alle numerose aziende insediate da anni in quello che è e che dovrà sempre essere un’area dedicata all’industria ed allo sviluppo delle aziende presenti”.

“Bisogna infatti tenere in considerazione che all’interno della zona industriale ci sono numerose imprese che lavorano anche di notte, sfruttando le ore notturne per effettuare trasporti di vario genere, scelta che spesso deriva da motivi di sicurezza essendo le strade sgombre dal traffico diurno – fanno notare gli industriali di Massa Carrara -.  Pertanto la scelta di permettere la presenza di una attività che con i sui flussi di clienti, se mal controllati, possa limitare ed intralciare le attività di logistica, oltre che mettere a repentaglio l’incolumità degli stessi avventori del Luna Park, ci rende molto preoccupati.

“Ci auguriamo quindi che l’amministrazione comunale di Massa per prossime richieste, tenga in debita considerazione le richieste da parte del mondo produttivo, prendendo in considerazione per operatori di altri settori, anch’essi duramente colpiti dalla pandemia, aree con maggior vocazione turistica, ludica e ricettiva, lasciando certi spazi per le attività industriali e produttive nella ZIA” conclude Confindustria.