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Un ponte da ricostruire e una valle in pericolo. A rischio la stagione estiva della Valdantena

Al via i lavori sulla Sp42 del Cirone, ma parte la raccolta firme. «Un disservizio così grave in alta stagione non è quello che ci aspettavamo dalla Provincia. I lavori devono essere rimandati»

PONTREMOLI – Un ponte da ricostruire e una valle in pericolo. Questa la situazione della Valdantena che dal 3 luglio rischia di essere tagliata fuori dalla stagione turistica e di tornare a soffrire dopo un lungo lockdown che ha già inciso negativamente sulle tasche di chi, proprio in questa porzione di territorio, ha deciso di investire.

Il 20 aprile 2020 il ponte di Casalina, che si trova sulla Strada Provinciale 42 del Passo del Cirone, veniva chiuso a causa di criticità del corpo stradale con conseguente deviazione del traffico sulla strada di Versola/Previdè, in attesa dell’inizio dei lavori di ripristino che, però, non avevano una data, in quanto la Provincia di Massa-Carrara era dichiaratamente sprovvista di fondi da poter investire nella realizzazione dell’opera. Già allora, gli abitanti e i lavoratori della Valdantena si erano mossi presso l’amministrazione Baracchini per manifestare la necessità di vedere i lavori conclusi entro l’inizio della stagione o di vedere applicata una valida alternativa affinché, alla crisi da Covid-19, non si sommasse il mancato introito stagionale. Il Comune di Pontremoli, comprese le difficoltà dei cittadini e dei lavoratori, e riscontrate problematiche di sicurezza connesse alla strada alternativa, decise di installare un ponte Bailey salvando, così, l’estate della valle del Magra. La Provincia, nel frattempo, aveva dichiarato di poter iniziare i lavori a settembre 2020, una volta reperiti i fondi.

Ma oggi, a distanza di un anno, la storia si ripete. Infatti, la Provincia, trovati i fondi solo in questi ultimi mesi, ha deciso di dare il via ai lavori sul ponte per il prossimo luglio per un investimento pari a circa 150mila e 901 euro, gettando, così, nuovamente la Valdantena nell’incubo del mancato lavoro. L’allarme, perciò, è serio: la stagione estiva è ancora a rischio con la differenza che, ora, le attività del territorio hanno alle spalle ben due lockdown e la paura si fa ancora più concreta dato che i lavori dovrebbero avere la durata di circa 80 giorni.

«Siamo davvero arrabbiati. – commentano i proprietari del ristorante “Maffei”, una delle due attività che si trovano in località Molinello – Non è possibile che, dopo una pandemia che ci ha messi quasi in ginocchio, a crearci ulteriori problemi siano gli Enti che dovrebbero, invece, tutelarci. Come lo scorso anno abbiamo chiesto un intervento per preservare la stagione, lo chiediamo anche oggi perché la situazione non è cambiata. Non è possibile pensare di poter avviare i lavori in un momento così importante per noi che viviamo grazie al flusso turistico della Valdantena, soprattutto con la crisi da Covid-19 in corso. Il ponte Bailey ci ha permesso di lavorare lo scorso anno, ed è quello che ci serve anche adesso, almeno fino a fine settembre. Se i lavori fossero di breve durata non saremmo qui a chiedere questa sospensione, ma così non sarà. Quello che chiediamo è di rimandare di poco, lasciandoci lavorare in tutta serenità, altrimenti saremo costretti a passare ad altri mezzi.»

Non solo i ristoratori e i proprietari di attività ricettive rischiano di avere grossi problemi. Infatti, anche chi è in piena stagione del taglio legna, e già penalizzato dalla prima chiusura, potrebbe subire conseguenze questa volta ancora più gravi.

«Ho già perso lavoro nella scorsa stagione – commenta Adriano Orioli, uno dei titolari delle tante ditte taglialegna – e non ho nessuna intenzione di replicare. Partire ora con l’intervento e sviare tutto il traffico su una strada alternativa che è stata sistemata solo in alcuni punti, ma che rimane stretta, tortuosa e pericolosa, soprattutto se percorsa con i mezzi da lavoro, non è la soluzione giusta, o almeno, non lo è in questo momento quando, finalmente, dopo tanta sofferenza, possiamo tentare di ritornare alla normalità. E poi, il mancato introito chi ce lo risarcisce?»

«Qui ci lavoriamo e ci viviamo. – aggiunge Daniele Armanini, residente a Groppodalosio – Abbiamo scelto di tornare a ripopolare questi borghi di montagna perché amiamo la nostra terra, ma questo non è il modo di ripagare chi, da solo, sta continuando a tenere in vita questi paesi con propri  investimenti atti alla loro riqualificazione. Creare un disservizio così grave in alta stagione non è quello che ci aspettavamo dalla Provincia che, sempre a corto di fondi, anche se non per sua responsabilità, più di tutti dovrebbe comprendere cosa significa vivere una crisi economica. Ci aspettiamo che gli Enti comprendano le nostre difficoltà e che capiscano che siamo pronti a fare dei sacrifici, ma a fine estate»

«Per non parlare della sicurezza che è davvero a rischio. – conclude Elena Sordi, che con la sua famiglia accoglie da moltissimi anni i turisti della Valdantena – I mezzi di soccorso, nel percorrere la strada di Previdè, potranno trovare solo difficoltà nell’intervenire nelle varie località che stanno a monte del ponte. Sono questi i servizi che assicuriamo a chi, tutti gli anni, viene in villeggiatura in questi posti e che ci garantisce quell’introito che ci permette di vivere? Perché passata l’estate, questa parte di Lunigiana, come del resto anche l’intero territorio, torna a essere quasi deserta. La scusa di dover avviare i lavori in estate per sfruttare la diminuzione della portata del torrente, inoltre, è davvero banale. Tutti, qui, sappiamo che quel torrente, da anni, ha un flusso davvero minimo sia in estate che in inverno, basterebbe conoscere il territorio. L’ignoranza non può incidere sulla nostra vita.»

Un appello importante, dunque, quello che arriva a gran voce da tutta la Valdantena e che vede gli abitanti di tutte le frazioni uniti e compatti verso un unico obiettivo, quello di rimandare il ripristino definitivo del ponte a stagione finita, quando le strade torneranno a essere percorse solo da chi, in questi luoghi, ha deciso di viverci e di investire. E’ possibile sostenere la Valdantena e le sue attività partecipando alla raccolta firme presso i ristoranti “Maffei” e “La Dinona” di Molinello.