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«Concessioni, nessuna proroga senza gara. Incentiviamo il privato a investire nella città»

Il vicesindaco di Carrara Matteo Martinelli risponde alle contestazioni di Legambiente sul nuovo regolamento per il periodo transitorio. «Il Comune avrà comunque il compito di pesare e selezionare i progetti ammissibili, cosa che comporterà anche la possibilità di coordinamento e programmazione degli interventi»

CARRARA – «Il “Regolamento per l’applicazione dell’articolo 21 del Regolamento per la concessione degli Agri marmiferi” in discussione in Commissione Marmo non concede alcuna proroga senza gara alle concessioni per le cave». Risponde così il vicesindaco con delega al Marmo del Comune di Carrara Matteo Martinelli alle contestazioni sollevate da Legambiente sul nuovo regolamento per il periodo transitorio. «Questo strumento – insiste il l’assessore al lapideo – offre ai concessionari una nuova opzione, nell’ambito di quello che è già previsto dalla legge regionale 35 del 2015. Per raggiungere la soglia massima dei 25 anni di periodo transitorio, oltre a puntare sul potenziamento della filiera e fermo restando l’obbligo di lavorare in loco almeno il 50% del materiale da taglio estratto, i concessionari potranno anche realizzare progetti di interesse generale con impatto positivo su occupazione, ambiente e infrastrutture pubbliche».

Gli ambientalisti contestano anche “la scelta di non porre alcun obbligo di lavorazione in loco alle nuove concessioni d’escavazione rilasciate a seguito di gara pubblica”. Su questo punto, Martinelli ha precisato: «Premesso che questo punto esula dal Regolamento del periodo transitorio di cui stiamo discutendo, dobbiamo ricordare che il quadro è quello delle leggi regionali e nello specifico della 35/2015 dell’ordinamento Europeo e Nazionale, nonché delle norme per la tutela della concorrenza e del mercato (Legge 287/90); per i principi comunitari della parità di trattamento, non discriminazione, trasparenza e proporzionalità. La legge regionale 35/2015 e le direttive appena citate non prevedono soglie di lavorazione in loco nell’ambito delle gare per le concessioni. Tanto che nemmeno Legambiente, nella sua proposta del 2017, contemplava questa opzione». Poi il vicesindaco spiega: «consci dei limiti della leggi sovraordinate, nel nuovo Regolamento degli Agri Marmiferi abbiamo previsto che l’incremento della filiera sia uno dei criteri premianti per l’assegnazione della concessione».

Martinelli ricorda inoltre agli ambientaliste che, se non fosse stato per le richieste dell’amministrazione pentastellata alla regione, «nel computo previsto dalla vecchia versione della 35/2015 antecedente il nostro arrivo, nella filiere corta sarebbe rientrata anche la lavorazione dei detriti, non solo ed esclusivamente il materiale da taglio, come previsto su nostra istanza».

Quanto alla durata del periodo transitorio, con la proposta dell’amministrazione, questa potrà essere determinata dunque anche dalla presentazione di progetti di interesse pubblico: la pesatura di queste proposte e la conseguente quantificazione dell’estensione della concessione sono al centro del regolamento al vaglio della Commissione Marmo che dà attuazione all’articolo 21 del Regolamento per gli Agri Marmiferi approvato recentemente dal Consiglio Comunale. Con questo meccanismo, se tutti i concessionari presentassero progetti con il massimo investimento possibile, dalle cave arriverebbe un gettito extra di circa 27 milioni di euro.

«Questo non significa – precisa Martinelli – “disperdere gli investimenti in una miriade di interventi indefiniti, eterogenei e incoerenti” ma incentivare il privato a investire nella città, nel territorio a beneficio dell’intera collettività. Il Comune avrà comunque il compito di pesare e selezionare i progetti ammissibili, cosa che comporterà anche la possibilità di coordinamento e programmazione degli interventi».