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La Comunità di Cibo di Crinale 2040 ha vinto la sua prima sfida. Si guarda al futuro

Saccardi: «Chi immagina che senza le zone della montagna si possa stare bene nelle zone urbanizzate commette un errore drammatico»

PONTREMOLI – «Chi immagina che senza le zone della montagna si possa stare bene nelle zone urbanizzate commette un errore drammatico». Così Stefania Saccardi, vicepresidente della Regione Toscana, ha concluso i lavori della presentazione del piano strategico della Comunità di Cibo di Crinale 2040, che si è svolta venerdì 4 giugno presso le stanze del teatro de La rosa di Pontremoli. L’incontro, organizzato come momento di confronto, approfondimento e riflessione sui programmi e le attività svolte e quelle future, ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti delle istituzioni locali, di associazioni e attori coinvolti nella scommessa del progetto.

A fare gli onori di casa il sindaco di Pontremoli, comune capofila, Lucia Baracchini che ha aperto i lavori ricordando Germano Cavalli, una delle voci culturali più significative della Lunigiana, scomparso pochi giorni fa. «Abbiamo il dovere morale di recuperare la nostra identità – ha detto il sindaco – parlando del progetto della Comunità di crinale, anche perché, forse, le nostre saranno le ultime generazioni che possono traghettare ciò che siamo stati a chi sarà domani».

A seguire si sono tenuti gli interventi di Claudio Novoa in rappresentanza della Provincia di Massa-Carrara, Giuseppe Delsante sindaco di Corniglio e delegato per la montagna per la Provincia di Parma, il Presidente del Parco dell’Appennino Tosco Emiliano Fausto Giovanelli, Marco Rossi funzionario dell’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale. Italo Pizzati Presidente della neonata Associazione di Promozione Sociale ‘Comunità del cibo di crinale 2040’, ha illustrato i pensieri, i programmi ed i progetti della Comunità del Cibo di Crinale 2040, mentre Giovanni Teneggi direttore generale di Confcoperative Reggio Emilia e componente del Comitato scientifico della stessa Comunità, ha sottolineato tutte le opportunità e le potenzialità della vita sulle terre di confine. Durante la mattinata molti contributi e testimonianze dalle eccellenze in materia: Musei del Cibo, Consorzio Prosciutto di Parma Sezione di Parma del Consorzio Parmigiano Reggiano , Associazione Tartufai Parmensi, Consorzio Fungo IGP di Borgotaro, Comitato Valorizzazione Farina di Castagne della Lunigiana d.o.p, Consorzio di Tutela Miele della Lunigiana d.o.p.

Cosa significhi abitare sul Crinale lo hanno spiegato i giovani che ci vivono con un bel contributo video: ‘Dalla torre piu’ alta del castello – Giovani per la vita in Appennino post-covid 19’, frutto dell’attività di un gruppo di ragazze e ragazzi impegnati con la Comunità del Cibo di Crinale 2040: Stefano Ravizza, Giacomo Casandrini, Mario Mazzeo, Giorgio Ricci e Marie del Pippo.

«E’ stato molto azzeccato tenere l’hackathon dei ragazzi – ha dichiarato la vicepresidente Saccardi nel riferirsi alla prima iniziativa della comunità di crinale destinata agli studenti. Dobbiamo fare in modo – ha aggiunto – che i giovani vogliano restare sul territorio perché qui sentono di avere un futuro. La Regione ci crede ed è per questo che abbiamo attivato politiche di sostegno vero verso le zone montane e di crinale».