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Massa, verso l’apertura di 7 nuove cave: «Siamo tutti uniti, non le vogliamo»

MASSA – Sabato 12 giugno il gruppo collettivo studentesco ” Tirtenlà” si è riunito piazza Aranci per manifestare contro l’apertura delle di sette nuove cave nel Comune. Ragazzi e ragazze, cittadini e cittadine e associazioni, non solo della città di Massa, hanno ribadito ancora una volta il loro dissenso al progetto, che prevede un’apertura a Rocchetta Saineto, nella cui area esiste una sorgente da tutelare; Capriolo, vicina ad un centro di recupero e precedentemente chiusa dopo «aver inquinato il terreno con più di 4000 litri di sostanze inquinanti, non bonificato e vicino alla sorgente del Cartaro (principale fonte di acqua potabile per la città di Massa e non solo)», come spiegano i manifestanti; Focolaccia, in una posizione, in cresta, che viola il limite dei 1200 m previsti dal codice del paesaggio e vicinissima al più antico rifugio delle Alpi Apuane, l’Aronte; Puntello Bore: dove è stata rinvenuta un’alga rarissima soggetta a protezione.

«Le cave già attive – prosegue il gruppo – sono più di 150 in provincia, anche troppe, a che servirebbero 7 in più? Quale beneficio? Pensiamo davvero che possano servire a risolvere una crisi lavorativa? Se 150 non regalano la “bella vita” agli abitanti delle città sottostanti aprirne qualcuna può essere la soluzione? No, è assurdo, non ci stiamo! È necessario trovare un’alternativa, nel rispetto dei lavoratori e delle lavoratrici, ma anche nel rispetto della montagna, dei corsi d’acqua e delle generazioni future. Temi così importanti che il Senato, proprio in questi giorni, ha discusso e approvato fondamentali modifiche da apportare alla Costituzione, introducendo tra i principi fondamentali la tutela dell’ambiente come sistema complesso, della biodiversità e degli ecosistemi (art.9), e prevedendo che l’iniziativa economica non possa svolgersi in modo da recare danno alla salute e all’ambiente (art.41). Oggi ci ritroviamo con un piano per il Parco approvato nel 2016 che ha apportato modifiche, su cui nutriamo dubbi di legittimità, alle aree estrattive ai confini delle zone del Parco, denominate ambiguamente “area contigua di cava”, ma in italiano “contiguo” vuol dire adiacente non interno!»

«I confini potrebbero essere cambiati solo alla fine del Piano integrato del Parco che è oggi in corso. Sono molti i dubbi e le domande che ci facciamo – concludono – ma di una cosa siamo certi: aprire nuove cave non è una soluzione, è solo un enorme insieme di problemi che gravano sulla collettività. E noi ragazzi e ragazze, cittadini e cittadine, associazioni, non solo della città di Massa, non accettiamo che il nostro futuro venga distrutto così, che il pianeta continui a collassare per scelte egoistiche in favore di pochi! Collettivo studentesco Tirtenlá Cai massa, Cai Carrara, Legambiente, Grig, Italia nostra, Athamanta, Casa Rossa Occupata, Fridaysforfuture Massa, 31 settembre, Accademia Apuane della pace, Wwf Alta Toscana, cca coordinamento dei comitati e delle associazioni per la depurazione, bonifiche e ripubblicizzazione del servizio idrico, Aquilegia, Assiolo, Apuane Libere, Insieme per L’Ambiente, Fridaysforfuture Carrara».