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Investimenti, sviluppo e un porto più ‘green’: industriali e sindacati uniti per la sfida del futuro foto

Firmato il protocollo d'intesa tra Autorità Portuale, Confindustria, Cgil, Cisl e Uil. L'idea è quella di puntare "blue economy", intesa come filiera completa che include ogni uso economico del mare. «Ma prima servirà approvare il nuovo Piano Regolatore»

MARINA DI CARRARA – «Oggi è una bella giornata». Per il porto e per il territorio. Per un’economia che ha estremo bisogno di ricominciare a marciare e per una comunità che, sebbene per tradizione non sia particolarmente abituata a fare gioco di squadra, è riuscita a compiere un passo importante in questa direzione. E’ questo il pensiero dei presenti alla firma del protocollo d’intesa fra Autorità Portuale, sindacati e Confindustria. Una vera alleanza con lo scopo di rilanciare il territorio all’insegna dei pilastri su cui si fonderà la società del prossimo futuro: sostenibilità ambientale, energie rinnovabili, digitalizzazione. L’accordo è stato siglato da Mario Sommariva, Presidente dell’AdSP, Gozzani Paolo (CGIL), Andrea Figaia (CISL), Franco Borghini (UIL), Piero Neri, Presidente di Confindustria Livorno- Massa Carrara. Presente anche Umberto Paoletti, Direttore di Confindustria Livorno- Massa Carrara.

L’intento è chiaro: quello di puntare, per lo sviluppo territoriale, sul porto e sulla “blue economy”, intesa come filiera completa che include ogni uso economico del mare. Nell’ottica di una alleanza sempre più forte tra porto e industria, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale ha chiesto di partecipare, come socio, al consorzio Zona Industriale Apuana in modo da creare i presupposti per l’attrazione di nuovi investimenti e insediamenti industriali nelle aree della Z.I.A. «A tal fine – si legge nel protocollo – le parti firmatarie si impegnano a promuovere l’utilizzo di tutti gli strumenti e le procedure semplificate derivanti dall’istituzione della Zona Logistica Semplificata. L’accordo stipulato lo scorso dicembre fra Nuovo Pignone (Baker Hughes), Regione Toscana, Comune di Carrara, Adsp Mar Ligure Orientale e fondo F2I rappresenta, da questo punto di vista, un modello e una chiara indicazione sulla strada seguire». Il documento elenca poi i pilastri su cui si deve fondare la nuova strategia di investimenti: «utilizzo massivo di energie rinnovabili, politiche drastiche, anche in porto, di abbattimento delle emissioni di CO2, digitalizzazione delle procedure amministrative anche ai fini della fluidificazione dei flussi, maggiore sviluppo della modalità ferroviaria». E proprio su quest’ultimo punto, l’Autorità di Sistema Portuale si impegna ad «investire sull’intermodalità ferroviaria per incrementare l’utilizzo dello scalo merci di Massa e per verificare, nel quadro dello sviluppo del raddoppio della “Pontremolese”, le modalità di un pieno inserimento del Porto di Marina di Carrara come parte di un sistema portuale “core” nel corridoio europeo Tirreno-Brennero».

«Stiamo scrivendo un momento importantissimo per la nostra storia di Autorità Portuale – ha sottolineato il presidente dell’Adsp Mario Sommariva – dando la risposta più profonda e vera al tema della supposta contraddizione tra tutela dell’ambiente e sviluppo del porto. Importante sarà però approvare in tempi brevi il nuovo piano regolatore portuale, in modo che sia esso stesso un elemento di crescita del territorio».

«L’intesa che firmiamo oggi è una delle prime concretizzazioni dell’Alleanza di Territorio che – come Confindustria- abbiamo proposto dell’ambito del progetto per la Reindustrializzazione della Costa Toscana – ha ricordato il presidente di Confindustria Piero Neri -. Per vincere la sfida di uscire dall’area di crisi che accomuna Massa Carrara, Livorno e Piombino, occorrono iniziative adeguate a riequilibrare il gap occupazionale che da tempo grava sui nostri territori. Il sistema industriale insieme a  quello della logistica e della portualità, rappresentano il driver per raggiungere tale obbiettivo. Il Presidente Sommariva, che ringraziamo,  ha interpretato perfettamente  l’esigenza di integrare industria e logistica, come l’uno fattore dell’altro per cogliere le occasioni che il mercato sta proponendo per la ripresa, e i  contenuti nel protocollo sono del tutto coerenti con gli obbiettivi che ci siamo prefissati».

Secondo il segretario provinciale della Cgil Paolo Gozzani è importante avere una versione non conflittuale, specialmente perché «Massa-Carrara non sempre ha dato prova di avere queste capacità. Abbiamo ben presente che lo sviluppo del territorio non può prescindere dallo sviluppo della portualità per attrarre investimenti. In tutto ciò, il nuovo piano regolatore è di fondamentale importanza: sarà lo strumento che ci indicherà cosa si dovrà fare esattamente per creare lo sviluppo». All’intervento di Gozzani è seguito quello di Andrea Figaia, segretario provinciale della Cisl: «Due sono gli aspetti interessanti di questo accordo – ha sottolineato -: il primo è che il porto non deve essere una realtà aliena, ma al contrario deve essere ben integrato sul territorio e parlare la sua stessa lingua. Il secondo è che adesso è il momento di mettere a frutto questa collaborazione, e abbiamo l’occasione di farlo al tavolo regionale sulla crisi del territorio».

Il segretario della Uil Franco Borghini, infine, ha invitato a ripetere questa esperienza negli altri settori trainanti del territorio. «Perché se non facciamo squadra, e aspettiamo che gli aiuti arrivino da Firenze o da Roma, allora otterremmo poco. Abbiamo dato dimostrazione che il nostro è un territorio vivo, e che può fare sempre meglio».