Quantcast
LiguriaNews Genova24 Voce del Tigullio Città della Spezia Voce Apuana

Omicidio Saman Abbas, Azzurro Donna: «Persiani dedichi un cippo e una targa alle vittime dell’integralismo»

Bruschi (Fi): «Carrara si attivi nella prevenzione: chiediamo i dati sul numero dei residenti di genere femminile nel comune di origine Pakistana, Afgana ed Indiana»

Più informazioni su

MASSA-CARRARA – Dedicare un cippo e una targa a ricordo di tutte le donne vittime dell’integralismo. E’ la richiesta che la coordinatrice provinciale di Azzurro Donna, Sonia Castellini, fa al sindaco di Massa Francesco Persiani dopo la notizia della tragedia che ha visto la 18enne pachistana Saman Abbas perdere la vita a causa di un brutale femminicidio. “Saman Abbas – afferma la responsabile provinciale Violenza di Genere Azzurro Donna Stefania Giannini – voleva le cose più normali: voleva amare, voleva studiare, voleva vivere. E tutto questo era un suo diritto, violato questa volta da una famiglia che vive in Italia ma non né accetta i valori, vive ancora come si vive nei paesi integralisti. La donna non può studiare, non può amare un uomo diverso da chi gli viene indicato dalla famiglia, cosa più grave, non può vivere una vita degna, una vita da donna. La punizione, se non rispetti l’integralismo è la morte, tollerata e ancora peggio approvata dalle donne di casa. Un’indecenza morale, un orrore su cui non si può pensare che esista una spiegazione che possa portare dei parenti, dico parenti, ad un gesto simile. Ovviamente la giustizia italiana farà il suo corso, anche se il padre è già tornato nel paese d’origine decidendo anche per gli altri componenti della famiglia. Pare difficile comprendere le ragioni che spingono molti, a fronte delle violenze, delle sopraffazioni e degli omicidi che in Italia sono stati commessi nelle famiglie musulmane, a una sorta di finta indignazione sfociata nell’indifferenza. Per questo la coordinatrice Provinciale di Azzurro Donna, Sonia Castellini, protocollerà immediatamente la richiesta al Sindaco Persiani di dedicare un cippo e una targa a ricordo di tutte le donne vittime dell’integralismo la cui “colpa” era quella di voler scegliere chi amare, cosa studiare, come e dove voler vivere”.

“Chi viene in Italia – continua Giannini – non deve solo rispettare le leggi italiane ma anche i valori della realtà in cui vive, senza che noi siamo costretti ad accettare alcun compromesso. Non può esserci mediazione tra libertà e integralismo, tra parità tra uomo e donna e sopraffazione dell’uno sull’altra, una donna, una figlia, non sono proprietà privata di cui ci si può disfare se vogliono prendere decisioni riguardanti la loro persona, e gli occidentali non possono continuare a fare finta che questo fenomeno non esista o che li tocchi marginalmente rimanendo nella convinzione che “se tanto non danno fastidio a noi, facciano quello che vogliono” la Libertà in Italia deve essere garantita a tutti e difesa da tutti. Mi stringo al dolore del fidanzato e di chi ha voluto bene a Saman”.

Sulla tragica vicenda è intervenuto anche Riccardo Bruschi, coordinatore di Forza Italia Carrara. “Purtroppo non è la prima volta che in Italia una ragazza pachistana viene uccisa nel contesto famigliare – fa notare Bruschi – senza voler generalizzare facendo di tutte le erbe un fascio, né ancor meno sollevare critiche ad una nazione, ma questi sono i fatti: in Pakistan, come anche in Afganistan ed in India, esiste una mentalità lontana dalla nostra riguardo il genere femminile. Abominevole pensare a come si possa arrivare a far uccidere la propria figlia. In questi Paesi esistono caste, e molti vivono isolati in campagne o monti, forse per questo combinano i matrimoni, anche tra consanguigni. Il rifiuto di lei si paga col “delitto d’onore” da parte dei parenti, perché anche su loro viene a riperquotersi in vari modi ostracizzanti l’onta di avere una donna disobbediente in famiglia. In certe aree del mondo, purtroppo, hanno a che fare con questa realtà cruda, arretrata ed inacettabile. Là sono moltissime le donne uccise, di cui noi vediamo solo la punta dell’iceberg”.

“In Inghilterra – prosegue il coordinatore di Forza Italia Carrara – avendo un passato coloniale in quell’area e quindi una larga comunita residente, hanno conosciuto il problema gia parecchie decadi fa ed adottato per legge dei sistemi di prevenzione, che tengono monitorate le famiglie di origine Pachistana. Dovremo farlo anche in Italia, ma intanto qualcosa possiamo farlo da subito nella nostra comunità, per questo chiediamo i dati sul numero dei residenti di genere femminile nel Comune di Carrara di origine Pakistana, Afgana ed Indiana. Sarebbe opportuno che i servizi sociali, le mediatrici culturali e lo sportello antiviolenza adottassero rispetto alle donne che provengono da questi Paesi una logica di interlocuzione proattiva. Non vogliamo mai più sentire un caso come questo della povera Samam”.

Più informazioni su