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«La Variante Aurelia interferirebbe con la via Francigena». Il comitato torna alla carica foto

«A rischio l'incolumità del transito dei pellegrini su un percorso di cammino amato in tutta Europa, e del tutto ignorato dall'amministrazione e dal progettista»

MASSA – «La via Francigena: elemento fondante della comune cultura europea del tutto ignorato dal progettista della variante Aurelia e dal Comune di Massa». Il comitato “No variante Aurelia” prosegue nella sua azione di contrasto al progetto dell’amministrazione Persiani, evidenziando questa volta le criticità legate all’interferenza con la via Francigena. Via Francigena che, ricordano dal comitato, «è nata come strada di collegamento del Regno di Pavia con i ducati meridionali attraverso un itinerario sicuro, che valicava l’Appennino in corrispondenza del Passo della Cisa. Il percorso attraversava la Toscana per raggiungere Roma dall’antica Cassia. Con l’ascesa dei Franchi, prese il definitivo nome di Via Francigena, ovvero “strada originata dalla Francia” e si affermò come il principale asse di collegamento tra nord e sud dell’Europa, diventando verso la fine del primo millennio, lo snodo centrale delle grandi vie della fede dirette a Gerusalemme, Roma e Santiago, lungo il quale transitavano mercanti, eserciti e pellegrini. Massa è una tappa della Via Francigena: è consuetudine vedere i pellegrini con lo zaino, a piedi o in bici, attraversare la nostra città per richiedere il visto e proseguire verso Roma. Collegate al percorso però ci sono anche altre iniziative, come la recente Tuscany Trail, con centinaia di ciclisti da tutto il mondo».

«Sul sito ufficiale www.viefrancigene.org – proseguono dal comitato – si può vedere che sono due i percorsi ufficiali segnalati sul territorio: il primo che arrivando dalle colline del Candia a Mirteto, transita dal Borgo del Ponte, prevede tappa in Cattedrale, poi dalla Rocca si innesta sull’Aurelia. L’altro percorso si può percorrere anche in bici: dalla Rocca scende per Via del Bargello e, deviando per la Quercia, prosegue in Via delle Gorine fino ai 6 ponti e poi verso Roma: questo percorso è stato validato dalla Regione nel 2015/2016 ed è ben segnalato dai cartelli installati dal comune lungo la tappa (foto). Qui si crea la pericolosa interferenza del progetto Variante Aurelia con la Via Francigena, che mette a rischio l’incolumità del transito dei pellegrini su un percorso di cammino amato in tutta Europa. Il Ramo 1 della rotonda R.02, infatti si incrocia con Via delle Gorine, subito dopo il dosso all’incrocio con Via Bagaglione, di fronte alla piazzetta (vincolata come edifici di rilevanza storica), nel punto più stretto della strada dove ad oggi faticano a passare persino due auto contemporaneamente».

«Come comitato No Variante Aurelia – chiudono – segnaliamo che il progetto non tiene conto del percorso della Via Francigena, perché vecchio e non aggiornato al cambiamento e futuro della città. Sarebbe urgente l’intervento dell’amministrazione comunale per bloccare la Variante Aurelia, tenendo conto che la finalità dei finanziamenti che la Via Francigena ha portato alla città (ad esempio per i marciapiedi di Turano), era favorire un adeguato sviluppo dei territori interessati dal suo passaggio anche grazie al consolidarsi di flussi di turismo culturale e ambientale».

Dal comitato segnalano inoltre che «l’indirizzo Pec indicato da Anas nell’avviso pubblico e sul sito del Comune di Massa per l’invio di osservazioni su Variante Aurellia risulta “non valido”, e le mail vengono rifiutate. L’indirizzo corretto – precisano – è cress@pec.minambiente.it e il modulo scaricabile dal sito https://va.minambiente.it/it-IT/Comunicazione/Cittadino da inviare entro e non oltre il 14/06/2021. L’amministrazione comunale dovrebbe avere premura di dare pubblicità ad informazioni corrette al cittadino ma ad oggi notiamo, a nostro giudizio, poco interesse alla tutela dei massesi: non riceviamo risposta alle richieste di incontro per confronto, e rileviamo pubblicazione sull’Albo Pretorio dell’avviso Anas con 20 giorni di ritardo (il 5 maggio anziché il 14 aprile)».