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«La costituzione di parte civile è un atto dovuto. Ma non significa attribuire responsabilità»

Serinper, interviene l'amministrazione comunale: «Azione civile proposta in un secondo momento? Non toglie e non aggiunge nulla al significato della volontà della Giunta di tutelare l’Ente. Ed anzi sarebbe apparsa, questa sì, una scelta valutativa ad personam»

MASSA – “La mera costituzione di parte civile non implica alcuna valutazione preventiva di responsabilità degli imputati, i quali si considerano e restano non colpevoli sino a sentenza di condanna definitiva. Il fatto che l’azione civile possa essere proposta anche in un momento successivo, non toglie e non aggiunge nulla al significato della volontà della Giunta di tutelare l’Ente ed anzi sarebbe apparsa, questa sì, una scelta valutativa ad personam”. Il Comune di Massa interviene così sulla recente costituzione di parte civile contro il presidente del consiglio Stefano Benedetti nell’ambito delle indagini sulla vicenda Serinper. Attraverso una nota, da Palazzo Civico hanno ritenuto di chiarire i termini della questione “al fine di evitare che alcune dichiarazioni apparse sulla stampa o sui social in merito all’azione civile promossa dal Comune di Massa nel procedimento penale Serinper possano comportare un travisamento dei fatti ed una falsa interpretazione della volontà di questa amministrazione”.

“La costituzione di parte civile – chiariscono – è stata svolta nei confronti di ben otto imputati. L’azione risarcitoria è stata inoltre affidata ad un legale esterno al Comune, al quale è stato conferito l’incarico di valutare gli atti di indagine e individuare i soggetti e i fatti per i quali si possa ravvisare un nesso di causalità con la necessaria tutela dell’immagine dell’Ente. Si precisa che la mera costituzione di parte civile, che stante la natura dei reati contestati dal Procuratore della Repubblica del Tribunale di Massa appare atto dovuto, non implica alcuna valutazione preventiva di responsabilità degli imputati, i quali si considerano e restano non colpevoli sino a sentenza di condanna definitiva. Il fatto che l’azione civile possa essere proposta anche in un momento successivo non toglie e non aggiunge nulla al significato della volontà della Giunta di tutelare l’Ente ed anzi sarebbe apparsa, questa si, una scelta valutativa ad personam”.

“La fiducia che riponiamo nell’Autorità Giudiziaria e nelle garanzie del nostro processo penale – si chiude la nota – ci inducono ad essere certi che nessun risarcimento sarà dovuto né preteso a coloro che sapranno dimostrare la propria estraneità ai fatti di reato loro contestati”.