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«Investire nel trasporto pubblico per renderlo più competitivo: questa è la strada cui il covid ci obbliga»

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MASSA-CARRARA – Riceviamo e pubblichiamo da un cittadino, Ernesto Menchini, ex sindacalista nel settore del trasporto pubblico dagli anni ’80 al 2002, sui mezzi di trasporto pubblici in questo delicato momento di pandemia.

La situazione che stiamo vivendo – causa la pandemia del Coronavirus – ha messo in evidenza tutta la fragilità della politica di questi ultimi anni.  Tale fragilità ha compromesso la credibilità delle istituzioni.  Proprio di fronte a questa crisi la politica deve essere capace di orientare l’opinione pubblica verso progetti innovativi e di trasformazione del vivere quotidiano.  Il tema assai difficile e complesso che intendo affrontare deve essere analizzato partendo dall’aspetto economico e cioè, dalle risorse pubbliche che dovrebbero garantire un servizio efficiente, capace di costituire una valida alternativa ai mezzi di trasporto privati, principali responsabili degli sconvolgimenti climatici a cui tutti noi assistiamo e di cui al contempo siamo responsabili.  Le energie che vengono spese sono cospicue, basti che una buona fetta della ricchezza del nostro Paese viene, potremmo dire legittimamente, impiegata per garantire il servizio di cui parlo. Tale fiume di denaro, anziché disperdersi in mille rivoli e nelle voragini dei bilanci di traballanti aziende, potrebbe essere destinato alla realizzazione di progetti di ampio respiro, rivolti a rendere competitivo e conveniente il trasporto su rotaia nonché il trasporto più in generale pubblico, al fine di ridurre l’inquinamento e decongestionare la viabilità urbana, del resto è questa la strada che il Coronavirus ci obbliga.

Colui che vi parla ha trascorso e speso gran parte della propria vita nel e per il trasporto pubblico, ciò mi ha permesso di maturare quel ricco bagaglio di conoscenze e di esperienza che oggi intendo porre al servizio della comunità, ed infatti vorrei promuovere una profonda e intensa, e mi auguro fruttuosa riflessione sul tema della mobilità urbana, con il precipuo scopo di colmare quella lacuna progettuale che la politica, purtroppo, ha ad oggi manifestato. 
Parlare del caos in cui migliaia di individui convivono quotidianamente, dall’aria irrespirabile che bellamente introduciamo nei nostri polmoni, del clima che sta impazzendo, dall’inefficienza dei trasporti pubblici, è divenuto estremamente attuale, si tratta di decidere del destino dell’umanità onde evitarne un’estensione lenta ed inesorabile, ma si tratta anche di rivedere i nostri sistemi economici basati, ai noi, su di uno sfrenato consumo di energia, purtroppo non rinnovabile, e di risorse naturali non inesauribili. 

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