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«Non accettiamo di fare la fine del Marconi». Scontro fra gli studenti e la dirigenza del ‘Montessori’

Troppo piccola la sede di via Lunense per ospitare tutti i 500 studenti del Liceo Linguistico. La proposta degli alunni: «Ruotare le sedi e trasferire il linguistico in viale XX Settembre». La dirigente rilancia con lo smembramento di due scuole

MARINA DI CARRARA – «Dall’alto non ci ascoltano? Allora scioperiamo». E’ scontro fra gli studenti e la dirigenza dell’istituto Montessori-Repetti di Carrara (licei classico, linguistico e scienze umane). Tutto è nato nel corso di un consiglio di istituto tenutosi lo scorso 26 maggio, durante il quale i rappresentanti degli studenti hanno sollevato la questione relativa alla gestione dei locali scolastici. «L’abbandono da parte della provincia della manutenzione dei locali della sede del linguistico – denunciano -, che da anni sollecitiamo di trattare, e l’ incapacità della provincia di fornire alle scienze umane una sede adeguata (quella attuale è in prestito dalla scuola media Taliercio) sfociano oggi in una mancanza degli spazi utilizzabili da parte degli studenti delle scienze umane e del linguistico in relazione alle iscrizioni del prossimo anno».

Durante il consiglio i rappresentanti del liceo delle scienze umane, che al momento ha sede in via Marco Polo, nel complesso Taliercio, hanno proposto una rotazione delle sedi «per tamponare il problema che l’incuria della politica ha causato». La loro proposta è quella di spostare la sede del Liceo Classico da viale XX Settembre a via Marco Polo, al posto del liceo delle Scienze Umane che quindi traslerebbe in via Lunense, sede del linguistico. A quest’ultimo, secondo gli studenti, trattandosi del liceo più numeroso dei tre (circa 500 gli alunni che ospita), dovrebbe spettare la sede di viale XX Settembre. «A sorprenderci non è stato il rifiuto de facto della nostra proposta – spiegano – ma i modi che hanno accompagnato l’alzata di scudi che in consiglio si è levata, le argomentazioni presentate avevano tutte a che fare con argomenti classisti che sottolineavano un’importanza gerarchica del liceo classico, che, a dire di alcuni in consiglio, rappresenta un punto di riferimento storico per Carrara a differenza delle altre due scuole e che in sostanza non sarebbe possibile spostarlo per via di motivazioni storiche che legano la città alla sua sede storica (con meno di 200 alunni il prossimo anno, occupa una sede che conterrebbe senza problemi i 500 alunni del linguistico). La contro-proposta verso la quale la dirigenza è sembrata più propensa contempla lo smembramento del liceo delle scienze umane e del linguistico spostandone alcuni classi al liceo classico, soluzione che noi ci rifiutiamo di accettare per le conseguenze negative che avrebbe sulla comunità scolastica. Non accettiamo di fare la fine del Marconi, che per colpa del disinteresse generale si è ritrovato allo stato attuale».

In chiusura i rappresentanti degli studenti hanno chiesto che fosse ridiscussa la questione in un successivo consiglio.   «Ci siamo visti rispondere dalla dirigente scolastica – raccontano – che la decisione spetta solo a lei e che noi alunni non avremmo il diritto di avanzare pretese. Noi ci riteniamo cittadini al pari di tutti gli altri, nonostante molti di noi non votino perché minori, vogliamo rispetto da parte della politica provinciale, e chiediamo che la nostra dirigente rispetti le nostre richieste legittime di non vederci smembrati in più sedi pur di fare in modo che una sola delle 3 scuole che compongono l’ istituto vanti l’edificio più grande». Poi l’annuncio dello sciopero: «In questo senso, la sede delle scienze umane indice uno sciopero studentesco nella giornata di mercoledì 9 giugno per dimostrare la nostra totale opposizione a scelte che intacchino la coesione della nostra comunità scolastica. La scuola è rappresentata dagli individui che la compongono e non dal luogo fisico che li ospita, noi non accettiamo di perdere la nostra identità».