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Serinper, il Comune di Massa si costituisce parte civile. Cofrancesco (Fi): «Solidarietà a Benedetti»

L'ente chiederà un risarcimento alla cooperativa. Barotti (Arcipelago Massa): «Scelta che genera confusione, e si sarebbe evitato se la maggioranza avesse chiesto a Benedetti, sin dal principio, un passo indietro»

MASSA – Caso Serinper, il Comune di Massa si costituisce parte civile ed è pronto a chiedere un risarcimento alla cooperativa, finita a dicembre 2020 al centro di un’inchiesta per corruzione e maltrattamenti di minori. Sulla questione, e in particolare sul coinvolgimento del presidente del consiglio comunale Stefano Benedetti, accusato di traffico di influenze illecite, è intervenuto il consigliere comunale Antonio Cofrancesco. “Non voglio pensare – dice il consigliere – che la giunta comunale di centro destra, guidata dal sindaco Francesco Persiani, dall’oggi al domani, dal garantismo sempre sostenuto, avesse repentinamente cambiato idea costituendosi parte civile anche contro il presidente del consiglio comunale Stefano Benedetti. Quali sono i veri motivi? Facciamo un passo indietro, il 21 gennaio 2021 veniva presentata dai gruppi consiliari di minoranza, la revoca del presidente del consiglio comunale (art. 6  regolamento  per il funzionamento del consiglio)  l’atto fu licenziato dalla commissione affari istituzionali con parere contrario,  maggioranza compatta, successivamente la pratica approdò in consiglio comunale per l’esito finale, anche in questo caso la maggioranza con esclusione della consigliera Dei Roberta, votò contraria a questo atto”.

“Non capisco cosa sia cambiato dal consiglio comunale di qualche mese fa – continua Cofrancesco – dove tutti i consiglieri comunali di maggioranza, compreso il sindaco, ebbero parole di plauso nei confronti del Presidente, tutti garantisti fino al terzo grado di giudizio, mentre ieri siamo venuti a conoscenza che con atto di giunta di qualche settimana fa, si è dato il via alla costituzione di parte civile anche contro il Presidente Benedetti”.

“Sono disgustato di quanto accaduto – si sfoga il consigliere – un sindaco, una giunta comunale che ha difeso a spada tratta i valori del presidente Benedetti fino a qualche mese fa, non voglio pensare che ora, solo perché Forza Italia che sono onorato di far parte, condividendo il pensiero dei tanti cittadini, ha criticato scelte scellerate e poco partecipate di questa amministrazione, si mettano in campo  strategie che non fanno parte sicuramente del nostro credo politico, che rispediamo al mittente, chiarendo che per noi i cittadini saranno sempre al centro del dibattito politico. Esprimo la mia vicinanza al Presidente del consiglio comunale Stefano Benedetti, e tengo a sottolineare che tutti gli indagati fino al terzo grado di giudizio sono innocenti”.

Secondo il consigliere di Arcipelago Massa Andrea Barotti, la decisione dell’amministrazione di costituirsi parte civile nel processo Serinper merita una riflessione. “Richiedere il risarcimento per un possibile danno di immagine subito dal Comune – afferma – è azione comprensibile ma antitetica alla posizione presa dalla maggioranza sovranista sulla mozione di revoca avanzata dall’opposizione. Credo sia poco coerente qualora si ritenga di avere titolo ad un ristoro non assumere, sul piano politico, proprio in ragione dei motivi alla base della domanda, una
iniziativa conseguente. Temo, per quanto letto sui giornali, che il garantismo di certi partiti sia a fasi alterne e che vi sia il rischio che alcune decisioni dipendano non tanto da certi convincimenti ma dalla fase politica in atto; mi domando, ad esempio, se si crede nella innocenza di una persona, se si ritiene che la permanenza in un ruolo istituzionale non debba, legittimamente, risentire di una indagine in atto, se si è convinti che l’opportunità debba cedere il passo ad altre più valide ragioni, per quale motivo si assume il ruolo di parte civile in un processo penale?
Credo che la scelta oggi presa dall’Amministrazione generi confusione; disorientamento che la maggioranza avrebbe evitato chiedendo a Benedetti, sin dal principio, un passo indietro. Il sacrificio del Presidente, non in sintonia con la presunzione di innocenza, avrebbe lasciato fuori dal tavolo della politica vicende che debbono essere affrontate in tribunale e tutelato, maggiormente, la serenità delle persone coinvolte che ricordo innocenti fino a sentenza definitiva”.

“Per quanto mi riguarda – prosegue Barotti –  sono un avversario del Presidente Benedetti, non ho mai risparmiato
critiche nei suoi confronti, la mia storia politica è lontanissima da quella dell’attuale Presidente del Consiglio Comunale ma sono un garantista perciò come ho espresso dissenso alla mozione di revoca (vi era un riferimento alla vicenda processuale) oggi manifesto contrarietà alla costituzione di parte civile del Comune nel processo penale.
È giusto chiedere un risarcimento del danno quando si ipotizza di averne diritto ma in altro modo, più prudente, con meno clamore, mostrando maggiore attenzione anche verso chi deve ritenersi innocente fino a sentenza definitiva. L’Amministrazione poteva benissimo attendere gli esiti della sentenza penale di primo grado per intraprendere l’azione risarcitoria in sede civile. Questa strada avrebbe permesso di dividere il piano politico da quello giudiziario, di scongiurare “processi mediatici” e di utilizzare le risorse pubbliche (spese per la difesa del Comune) con
accortezza”.

“Credo sia saggio – suggerisce infine il consigliere –  prima di intraprendere dispendiose azioni giudiziarie, per conseguire la riparazione di un pregiudizio, attendere almeno la prima sentenza. La statuizione di primo grado potrebbe concludersi con una assoluzione ed in tal caso il Comune avrebbe speso denaro pubblico inutilmente; non solo, si sarebbe compiuto un passo indietro verso una piena consapevolezza degli effetti “politici” che certe legittime iniziative, per una scarsa conoscenza giuridica (spesso favorita addirittura da esponenti di partito), portano ancora con se. La mia ferma appartenenza all’area civica progressista, la mia totale adesione ai valori della Costituzione, mi spingono ad esortare i miei avversari ad una maggiore coerenza. Concludendo, spero che la politica si occupi dei problemi dei cittadini, delle imprese, valuti con più attenzione le proprie scelte e che il confronto si sviluppi sul terreno delle proposte ed è su questo terreno che il campo civico, moderato e progressista potrà battere la demagogia, l’incoerenza, il populismo della destra sovranista”.