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«A Cava Fornace mai conferiti rifiuti urbani. Sciacallaggio politico, noi estranei all’indagine» foto

Il Consiglio di amministrazione della società Programma Ambiente Apuane: «Si fa un polverone senza conoscere. Il percolato non è tossico: diffidiamo chiunque sostenga il contrario»

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MONTIGNOSO –  “Le richieste di verifica invocate da alcuni politici sull’impianto di ex Cava Fornace rientrano nel più basso livello dello sciacallaggio: si confondono mele e pere”. Non ci sta il consiglio di amministrazione di Programma Ambiente Apuane e risponde per le rime a quanto diffuso a mezzo stampa sulla società che gestisce la discarica a cavallo fra Montignoso e Pietrasanta: “Sembra ormai diventato uno sport quello di individuare nell’impianto la causa di tutti mali e ogni pretesto è buono per metterci in mezzo la discarica. Stavolta è il caso delle indagini di Firenze che riguardano presunti conferimenti illeciti di rifiuti ben lontani dalla provincia apuana. Indagini che non riguardano in alcun modo Programma Ambiente Apuane e la discarica gestita fra Montignoso e Pietrasanta. Chi fa politica, prima di lanciare accuse, dovrebbe informarsi. Saprebbe così che in questo impianto non entrano e non sono mai entrati rifiuti solidi urbani o assimilati. Potrebbe sapere che il Pubblico ministero del Tribunale di Massa ha deciso di archiviare l’incidente probatorio che vedeva coinvolta la nostra società perché i consulenti tecnici d’ufficio, quindi nominati dal giudice e super partes, hanno visto che la nostra gestione era stata sempre corretta: nessun inquinamento delle matrici ambientali, aria, terra o acque. Le verifiche, poi, si chiedono là dove mancano: questo impianto è soggetto a  continue analisi da parte degli enti preposti, a partire da Arpat, ed esiste una commissione di controllo che può chiedere documenti e visitare l’impianto in qualsiasi momento”.

E proprio sul fronte dei controlli, c’è chi tira in ballo la recente richiesta di conferimento del percolato in fognatura con giustificazioni quantomeno fantasiose. “Si fa riferimento a un fantomatico materiale tossico. Siamo ai limiti della denuncia perché la discarica di Cava Fornace non ha mai ricevuto, non riceve e mai riceverà materiali tossici. E tantomeno può essere considerato tossico il liquido prodotto dalle acque dilavanti dell’impianto che è conforme in tutto e per tutto allo scarico in fognatura. Un liquido del tutto sicuro e privo di contaminanti che viene chiamato percolato soltanto perché proviene da un impianto industriale. Attendiamo ora il parere degli enti coinvolti che già nel 2016 avevano dato l’ok perché le analisi sono conformi: Gaia, Autorità Idrica Toscana e Regione Toscana. Sono solo questi gli enti chiamati a esprimersi in maniera vincolante. Diffidiamo chiunque a sostenere che il percolato in uscita dall’impianto sia tossico in quanto ci sono le analisi a dimostrare il contrario. Effettuiamo quattro verifiche l’anno, ricercando ogni volta oltre cento parametri. Più del doppio di quelli previsti dalla legge per  valori limite di emissione in caso di scarico in fognatura. L’unico elemento per il quale viene richiesta la deroga è quello dei solfati che solo in alcuni casi sforano i limiti ma è del tutto normale trattandosi di acque che lavano terre contenenti gesso. Gli altri parametri sono perfetti: i solidi sospesi 100 volte inferiore al limite, la richiesta chimica di ossigeno (Cod) inferiore di più di 50 volte. E così il ferro 20 volte sotto il valore limite e ancora più basso il manganese”.

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