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«Al Giro d’Italia portiamo la tragedia delle Alpi Apuane che scompaiono» foto

Alla tappa tosco-romagnola del Giro l'organizzazione Apuane Libere esporrà uno striscione: «Denunciamo un disastro ambientale: con il marmo dei capolavori di Michelangelo, Canova e Bernini oggi si producono sbiancanti per dentifrici e gabinetti per le regge degli sceicchi arabi»

FIRENZE – Alla tappa Tosco-Romagnola del Giro d’Italia sarà presente anche Apuane Libere, la nuova organizzazione di volontariato con sede a Firenze fondata il 25 aprile scorso sulle Alpi Apuane. E porterà con sé un enorme striscione di 100 metri quadri, atto a sensibilizzare l’opinione pubblica nazionale ed internazionale, su quello che il docu-film “Antropocene” ha definito “uno dei maggiori 43 disastri ambientali a livello mondiale”: lo sbriciolamento dell’intera catena montuosa delle Alpi Apuane.

“Sono ancora troppe – affermano dal tritone apuano – le persone che ignorano questo vero e proprio ecocidio che sta polverizzando questa catena montuosa, interclusa dentro un Geoparco Mondiale Unesco e sorta dal mare milioni di anni fa, solo per biechi interessi privatistici. Dispiace deludere i più, quando affermiamo che con il marmo delle Alpi Apuane – conosciuto a livello mondiale grazie ai capolavori scultorei di Michelangelo, Canova e Bernini – oggi si producono colle cementizie, sbiancanti per dentifrici e gabinetti per le regge degli sceicchi arabi”.

“Giornalmente i nostri attivisti –spiega il presidente Gianluca Briccolani – non solo segnalano i più evidenti danni paesaggistici, ma denunciano anche cementificazioni e inquinamento degli alvei del maggiore bacino idrico di tutta la regione Toscana, specie animali e floreali endemiche completamente spazzate via, disboscamento selvaggio di intere aree a protezione speciale, la presenza di vere e proprie discariche a cielo aperto di gomma, plastica, materiali ferrosi e addirittura eternit, danni al patrimonio erariale per evasioni di milioni di euro, non rispetto della sicurezza sul lavoro (con conseguenti morti e feriti) , lavoro sommerso, non rispetto del pagamento dei salari dei lavoratori: insomma in questo meraviglioso angolo di Toscana la legge non viene rispettata…Vogliamo partire proprio dalle colline sopra la culla del rinascimento – quella bellissima Firenze che tantissimo ha avuto dal prezioso ventre delle Alpi Apuane, per dire basta a questo turpe scempio: noi ambientalisti fiorentini non resteremo con le mani in mano di fronte a questo dramma ecologico ed ecosistemico”.

“Siamo certe e certi – concludono dall’associazione – che uno sport nobile e pulito come il ciclismo, non resterà indifferente davanti a questo disastro ambientale di portata planetaria e ci aiuterà a portare la nostra lotta per la giustizia ambientale anche fuori dai confini nazionali”.