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Fosso Poveromo, parla il suo “custode”: «Testimone negli anni di un vero disastro ambientale»

Il presidente dell'associazione l’Assiolo Gianluca Giannelli sulll'idrovora: «Prima di redigere tali progetti, metteteci più cuore, sentimento e amore»

MASSA – In merito allo scalpore che ha fatto la presentazione dell’idrovora e la risistemazione del Fosso Poveromo, il presidente Associazione l’Assiolo Gianluca Giannelli esprime il suo parere come cittadino attivo del territorio da oltre 30 anni, sia come attività lavorativa quale manutentore di idrovore che come volontario di associazione ambientalista e guardia ambientale del WWF, che giorno e notte è stato sempre presente durante tutte le alluvioni o le gravi situazioni idrogeologiche del territorio, tanto da essere, benché un volontario, stato nominato Agente di Polizia Giudiziaria per le indagini dopo le alluvioni di Montignoso e Cardoso dalle Procure della Repubblica di Massa Carrara e Lucca, per la stima e la serietà dimostrata a fianco dello Stato.

«Sono stato testimone nelle situazioni che purtroppo non sono mancate, – dichiara Giannelli – di un vero disastro ambientale quale è stata la gestione del territorio da parte delle amministrazioni che si sono succedute negli anni, e da alcuni suoi cittadini, portando al collasso idrogeologico da una parte e alla distruzione dell’ambiente naturale dall’altra. Dal 1991 sono stato, e lo sono tuttora, il “custode” del Fosso Poveromo, da via Verdi alla foce, unico fosso allo stato naturale ancora presente che vanta una varietà di biodiversità importante del comune di Massa. Pulito costantemente dai rifiuti e con la realizzazione svariate volte di strutture di protezione della flora e della sua vegetazione. Dal giorno che ho potuto visionare tale progetto, sono caduto in uno sconforto tale che molte volte non riesco a prendere sonno quando penso a tutti i sacrifici che abbiamo fatto nel custodire una rarità e una bellezza unica del nostro litorale, trasformato in una colata di cemento che ne stravolge tutto il suo percorso per terminare con la famigerata idrovora vera cattedrale nel deserto».

«Non mi risulta – prosegue il presidente – che il Fosso di Poveromo abbia mai creato situazioni di pericolo, se non sporadici allagamenti causati da tombature e restringimenti abusivi, di cui ne sono stato personalmente testimone giorno e notte per 30 anni. Forse risistemando il reticolo idraulico della zona dei pradacci sotto l’autostrada e togliendo tutte le sue tombature molti dei problemi si potrebbero risolvere. I finanziamenti pubblici che sono soldi di tutti noi, vanno utilizzati con più serietà e consapevolezza, prima risistemando le due casse di espansione del canalmagro – fescione e la sua idrovora sul Versilia, abbandonate da anni e portate alla loro rovina sia meccanica che
strutturale, per non parlare della bonifica della Buca degli Sforza, che ricordiamo essere una discarica di rifiuti pericolosi sul nostro territorio che piano piano ci inquina da 50 anni».

«Per ultimo – conclude Gianluca Giannelli –  un appello ai progettisti, prima di redigere tali progetti, metteteci
più cuore, sentimento e amore e cercate di capire che siamo nel 2021 e non negli anni bui del nostro passato che ci hanno portato sull’orlo del precipizio regalandoci in dote cementificazioni e bruttezze di cui testimonianze ne abbiamo purtroppo molte».